La Provincia di Roma prende una posizione netta contro la proposta della legge Tarzia per la riforma dei consultori familiari del Lazio. Una mozione presentata dalla presidente della Commissione delle Elette, Roberta Agostini (PD), è stata approvata. Nella nota la richiesta è quella di ritirare la legge e di consolidare la rete dei consultori pubblici con idonei finanziamenti.
La Agostini, senza mezzi termini, definisce l'iniziativa della Tarzia un "attacco ideologico alla legge 194", una legge grazie alla quale il tasso di abortività si è dimezzato, un attacco quindi ad una legge che ha protetto "la salute e il diritto delle donne all’autodeterminazione, alla sessualita’ consapevole e alla procreazione responsabile".
Intanto in Regione l'opposizione annuncia battaglia, Giulia Rodano (Idv), Luigi Nieri (Sel), Tonino D'Annibale (Pd), Giuseppe Celli (Lista Civica) e Rocco Berardo (Radicali) eleveranno in commissione una questione pregiudiziale di costituzionalità della legge Tarzia.
Il testo presentato dalla cofondatrice del Movimento per la vita, introduce la cosiddetta 'tutela del figlio concepito', questione che non può essere oggetto legislativo regionale. La legge proposta, infatti, indica il feto come figura centrale cozzando con la legge 194 che invece pone al centro la donna.
Un altro aspetto di incostituzionalità sollevato dall'opposizione è la violazione dell'articolo 117 della Costituzione e del principio "di non ingerenza" nella vita privata e familiare. Infatti il tentativo della Tarzia è quello di smontare il servizio pubblico a favore di quello privato affidando alle associazioni delle famiglie, che difendono la vita fin dal suo concepimento, alcune funzioni dei Consultori familiari.
Poi c'è l'altro aspetto della proposta di legge che prevedrebbe solo la tutela della famiglia formalmente legalizzata dal matrimonio.
Giulia Rodano (nella foto) pone l'attenzione anche sulle nuove figure professionali che la Tarzia vuole introdurre nei Consultori, quelle che dovrebbero spingere verso la diffusione dei cosiddetti metodi naturali per la regolazione delle nascite. La consigliera dell'Idv ironicamente commenta: "sarà una nuova laurea predisposta dalla Regione".
Sull'argomento interviene anche Lisa Canitano, presidente di Vita di Donna, una delle associazioni della Casa Internazionale delle Donne: "I metodi contraccettivi naturali spesso portano a gravidanze indesiderate e poi le donne li userebbero se volessero. Infatti le coppie che si sposano con il rito cattolico, nella loro preparazione in parrocchia, prendono lezioni da degli esperti in materia. Quindi se la donna sceglie la contraccezione sicura, vuol dire che non vuole rischiare, perché obbligarla?"
La mobilitazione contro la legge Tarzia ha avuto il suo via questa estate con la costituzione dell'Assemblea permanente delle donne, presso la Casa Internazionale delle Donne di Roma. Dibattiti, raccolta delle firme, petizioni online. Iniziative culminate con il blitz nei consultori in cui le aderenti all'Assemblea hanno protestato affiggendo manifesti con su scritto "La proposta Tarzia non parla di noi. No all'abolizione dei consultori".
Dopo mesi di mobilitazione anche Emma Bonino scende in campo. La vice presidente del Senato esorta ad una mobilitazione nazionale che superi gli schieramenti politici. Ciò nel timore, spiega la Bonino che " la proposta regionale non sia altro che un test per il nazionale".
IN ARGOMENTO:
Lazio: riforma dei consultori, la legge Tarzia e' contro le donne
Legge Tarzia, le donne chiedono il ritiro della proposta
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