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Cominciare subito la pillola anticoncezionale?

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Cominciare subito la pillola anticoncezionale?Quando iniziare ad assumere la pillola anticoncezionale. Diffidare delle leggende metropolitane che in realtà nascondono un'ostilità alla contraccezione sicura.

Un articolo del Professor Kaunitz, Docente presso l'Università della Florida, collegio di Medicina di Jacksonville, pone il problema se sia il caso di cominciare la pillola durante la visita di prescrizione. Citando lavori di alto valore scientifico (revisioni Cochrane) che appoggiano questa pratica, riferisce che in molti ambulatori di pianificazione familiare negli Stati Uniti si assume la contraccezione ormonale, pillola, cerotto, anello o iniezione che sia, subito dalla prima visita, senza aspettare il primo giorno della mestruazione.

Si fa un test di gravidanza lì stesso, si comincia l'assunzione e si usa un'altra precauzione per sette giorni. Le perdite ematiche, e il tasso di sospensione in futuro sono le stesse che assumendola come di solito, e per le donne che hanno bisogno di protezione immediata è una linea di condotta ottima.

L'articolo si conclude con il parere del Professor Kaunitz che dice che soprattutto bisogna essere flessibili quando si parla di contraccezione, e che questo comportamento che viene attuato in quegli ambulatori di pianificazione familiare pubblici in cui i contraccettivi vengono consegnati direttamente alle utenti, le quali quindi si trovano nelle condizioni migliori per cominciare subito, è sicuramente ottimo per le donne che hanno necessità urgente di essere protette, ma che in una situazione in cui si compila la ricetta probabilmente questo approccio ha "meno appeal".

Certo, con tutte le resistenze che ci sono ancora in Italia sulla pillola, come sottolineato recentemente da Veronesi, e con tutte le barriere che ancora si mettono - "Non prima di aver fatto tutti gli esami!!", "Solo dopo la visita ginecologia e magari dopo il risultato del pap test!!", "Mi raccomando le pause!!" - e simili altre leggende, che limitano l'uso di questo efficace contraccettivo nel nostro paese, stupirà molto sentire che negli Stati Uniti si pongono il problema di darla direttamente durante la visita, anche se il momento non è quello canonico.

L'unica cosa che mi viene da obiettare a questo approccio è che se ci sono stati dei rapporti non protetti negli ultimi dieci, dodici giorni il test potrà essere ancora negativo, ma una gravidanza potrebbe essere già in corso, e quindi l'assunzione della pillola potrebbe sovrapporsi a una gravidanza.

Aggiungerei quindi alle precauzioni la necessità, per la donna, di non essere a rischio per i 15 giorni precedenti l'assunzione o la raccomandazione, in caso contrario, di eseguire un altro test alla fine del primo blister di pillola.

Attualmente nessun centro di informazione sui farmaci in gravidanza dice che i contraccettivi ormonali, se assunti in gravidanza, comportano rischi importanti per la salute del neonato, quindi la donna che alla fine del primo blister dovesse risultare incinta, potrà mantenere la sua libertà di portare avanti la gravidanza, qualora lo desiderasse.

Per gli anglosassoni la protezione dalle gravidanze indesiderate è una necessità sanitaria, e come tale viene considerata. Nel nostro paese invece è ancora vista come qualcosa di non proprio giusto, quasi di licenzioso e osteggiato a volte anche dalla classe medica.

Gli uomini inoltre sono frequentemente attaccati all'idea che devono essere loro a controllare la fecondità della coppia tramite il coito interrotto, considerato una prova di virilità e di bravura, e si possono sentire espropriati del controllo sulla coppia se la donna assume un contraccettivo sicuro. Non amano indossare il preservativo, sostenendo che non si sente niente, o addirittura che non si rispetta l'amore fra due persone, se si mette in mezzo una membrana di plastica. "Non lo metto perché il nostro amore è vero e assoluto". Vabbè...

Se a questo aggiungiamo che si va facendo strada il pensiero, fra alcuni medici di area cattolica integralista, che la contraccezione, qualunque essa sia, è la vera responsabile dell'aborto, (proprio così) perché se le donne pensano di poter fare l'amore senza rimanere incinta poi faranno degli aborti quando la gravidanza non è prevista, allora ci rendiamo conto che la pragmatica riflessione del Professor Kaunitz è quanto di più lontano ci possa essere dalle nostre latitudini mediterranee.

Peccato, perché un po' di concretezza ci farebbe bene, spingere le persone a non usare una contraccezione sicura con le scuse più varie è un gesto irresponsabile. Certo, ognuno deve scegliere la propria linea di condotta, ma il modo migliore per evitare gli aborti è proprio sapere, mentre stiamo facendo l'amore, cosa faremmo se da questo ne uscisse una gravidanza.  Se la risposta è "non posso, in questo momento", allora la precauzione deve essere la più efficace possibile.

Altrimenti saremo come molti, contrari all'aborto in teoria, ma in pratica veramente contrari solo alla contraccezione sicura.

Elisabetta Canitano
Ginecologa, presidente di Vita di Donna

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