Il Nobel per la medicina assegnato a Robert Edwards, padre della fecondazione assistita e quindi papà scientifico di oltre 4 milioni di persone, è una notizia che dovrebbe far riflettere paesi come l'Italia, aprendo una discussione sulla legge 40.
Quando Louise Brown, la prima bambina al mondo concepita in provetta, nacque, il 25 luglio del 1978, si parlò di scandalo, di procedura non etica e contro natura, sebbene la metodica utilizzata fosse relativamente semplice rispetto alle tecniche attuali. Oggi le tecniche per la fecondazione artificiale sono numerose e consolidate in numerosi paesi esteri e vi si ricorre non solo per problemi di infertilità all'interno di una coppia, ma anche per evitare la trasmissione di malattie genetiche dai genitori al figlio.
Se è normale eseguire dei controlli prima di una gravidanza, con lo scopo di individuare eventuali malattie, perché in uno Stato laico non dovrebbe essere normale avendo lo stesso obiettivo, la diagnosi preimpianto? La Gran Bretagna, che vede il Prof. Edwards insegnare a Cambridge, ha creato un'Autorithy per l'embriologia e la fecondazione assistita. Prendiamo esempio e lasciamo che sia un organismo scientifico a fornire linee guida, autorizzare trattamenti e codici di comportamento agli istituti che si occupano di fecondazione artificiale. Fermiamo il turismo riproduttivo e interveniamo prima delle sentenze dei tribunali.
Sorprendono, poi, le critiche mosse all'assegnazione del Nobel a Edwards, sia perché si tratta di un premio di natura esclusivamente scientifica, sia perché nei suoi esperimenti non vi è alcuna implicazione etica. Non si può parlare di una sperimentazione non etica o contro natura, in quanto la metodica utilizzata era relativamente semplice rispetto alle tecniche attuali. I medici, infatti, per il primo concepimento artificiale, avevano prelevato un ovulo materno, lo avevano fecondato in provetta con il seme del marito e lo avevano reimpiantato nell'utero della donna. Non si trattava quindi di selezione di embrioni, infatti il primo test genetico pre-impianto risale al 1990 e non ha nulla a che vedere con gli studi degli anni settanta di Robert Edwards.
Ignazio Marino
da www.ignaziomarino.it
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E' TUTTA COLPA DEL VATICANO e della sua depandance Italica se le nostre coppie infertili hanno bisogno di andare all'estero oppure chiedere una grazia a Padre Pio, per avere un figlio, oppure una dispensa speciale da Ratzinger.
Nelle nazioni civili i referendum non hanno bisogno di quorum, come le votazioni politiche. Ma le caste e le lobbies non vogliono. Il governo italiano dei preti ha così deciso e abbiamo ancora dato ragione ad uno stato straniero che ci ha sempre remato contro, per tenerci ben controllati. Le leggi vaticanie servono soltanto per devastare le società. La chiesa di Roma è sempre stata contro qualsiasi cosa che non favorisse i suoi interessi economici: è contro la libertà di stampa, contro i Gay, gli omosessuali, i DICO, I PACS, i matrimoni gay, contro unioni di fatto e il matrimoni dei preti, contro la libertà di culto e la sovranità popolare, in nome della sua visione totalitaria, intollerante ed illiberale che, da Costantino (IV sec.) in poi, l’ha contraddistinta in modo inequivocabile, contro le staminali, la maternità assistita, contro i comunisti e gli ebrei, contro i campesinos e la Teologia della liberazione, contro i processi per pedofilia a carico dei suoi chierici, contro i pagani, gli atei, contro tutte le altre religioni, contro il libero pensiero, contro la scienza e la conoscenza, contro la donna, le moderne tecnologie biomediche, la clonazione, l’esame prenatale, il parto indolore, l'inseminazione artificiale, contro la giustizia civile, contro le vittime di abusi sessuali clericali, contro i divorziati, i laici ed il relativismo, contro l'uso dei preservativi in Africa, contro il diritto costituzionale all'aborto, contro il testamento biologico, contro i diversi, contro Harry Potter e Dan Brown, contro tutto e tutti, ma mai contro Hitler, Franco, Pinochet e i più grandi assassini cattolici della Terra.
da: LA RELIGIONE CHE UCCIDE
COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ
(Nexus Edizioni), giugno, 2010.
517 pagine, 130 immagini, € 25
Nelle nazioni civili i referendum non hanno bisogno di quorum, come le votazioni politiche. Ma le caste e le lobbies non vogliono. Il governo italiano dei preti ha così deciso e abbiamo ancora dato ragione ad uno stato straniero che ci ha sempre remato contro, per tenerci ben controllati. Le leggi vaticanie servono soltanto per devastare le società. La chiesa di Roma è sempre stata contro qualsiasi cosa che non favorisse i suoi interessi economici: è contro la libertà di stampa, contro i Gay, gli omosessuali, i DICO, I PACS, i matrimoni gay, contro unioni di fatto e il matrimoni dei preti, contro la libertà di culto e la sovranità popolare, in nome della sua visione totalitaria, intollerante ed illiberale che, da Costantino (IV sec.) in poi, l’ha contraddistinta in modo inequivocabile, contro le staminali, la maternità assistita, contro i comunisti e gli ebrei, contro i campesinos e la Teologia della liberazione, contro i processi per pedofilia a carico dei suoi chierici, contro i pagani, gli atei, contro tutte le altre religioni, contro il libero pensiero, contro la scienza e la conoscenza, contro la donna, le moderne tecnologie biomediche, la clonazione, l’esame prenatale, il parto indolore, l'inseminazione artificiale, contro la giustizia civile, contro le vittime di abusi sessuali clericali, contro i divorziati, i laici ed il relativismo, contro l'uso dei preservativi in Africa, contro il diritto costituzionale all'aborto, contro il testamento biologico, contro i diversi, contro Harry Potter e Dan Brown, contro tutto e tutti, ma mai contro Hitler, Franco, Pinochet e i più grandi assassini cattolici della Terra.
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