Scartando quelle che non forniscono tutti i nutrienti fondamentali necessari al corpo umano e quindi oltre a non funzionare nel lungo periodo, possono anche risultare pericolose, restano quelle diciamo “equilibrate” che pur diminuendo le quantità di grassi e carboidrati, forniscono in ogni modo i nutrienti necessari.
Capita poi, che pur seguendo una di queste, il peso non scende e di conseguenza cala anche l’umore. Il problema potrebbe non essere la dieta in se stessa, ma le vostre caratteristiche genetiche, in fondo anche se appartenenti al genere umano, ogni individuo possiede proprie caratteristiche fisiche e mentali.
Questa è la strada presa da un gruppo di ricercatori dell’Università di Stanford, in California, che coordinati da Christopher Grdner, hanno messo a punto un test per cercare tre specifici geni strettamente connessi all’assimilazione di grassi e zuccheri.
Per farlo hanno preso in esame, un gruppo di donne in soprappeso, che è stato sottoposto per un anno a diete povere o di carboidrati, o di grassi o di entrambe.
I risultati hanno mostrato che chi aveva seguito la dieta in linea con il proprio corredo genetico aveva perso più peso, fino a tre volte di più di chi non lo aveva fatto.
In sostanza la dieta perfetta per tutti non esiste, va calibrata sul singolo individuo, sul proprio metabolismo e sulle caratteristiche genetiche che indicano a quale tipo di dieta si reagisce meglio.
Ovviamente i dati di questa ricerca, pubblicata sul “Wall Street Journal”, sono parziali e saranno seguiti da successivi studi di controllo, ma segnano un passo avanti nella comprensione del perché la stessa dieta funzioni per un individuo e non per un altro.






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