Roma - 13 settembre - Modulare le alterazioni della microflora intestinale è la chiave di volta per la risoluzione d’ innumerevoli patologie. Alla sesta edizione del Meeting internazionale “Probiotics Prebiotics and New foods” sono stati presentati molteplici studi che aprono la strada ai microrganismi “utili” per la cura e la prevenzione di allergie, malattie infiammatorie dell’intestino e disordini alimentari.
I cambiamenti nella composizione della flora batterica e la perdita di diversità batterica hanno un impatto negativo su malattie quali il Morbo di Crohn e ulcere. Intervenire sul microbiota dell’intestino con i probiotici può segnare una svolta nella cura ma soprattutto nella prevenzione di queste patologie.
Non solo nelle persone colpite da malattie croniche dell’intestino la flora batterica è alterata, recenti studi dimostrano come tale caratteristica sia presente anche negli obesi e che ci sia un legame tra peso corporeo e stati infiammatori.
E’dunque emerso nel corso del Meeting che la somministrazione di bifidobatteri a partire dall’infanzia o addirittura in fase prenatale potrebbe rivelarsi un aiuto efficace per combattere lo sviluppo dell'obesità in età adulta. Ultimamente molteplici studi sono orientati sul legame tra alimentazione e pelle.
In una dieta corretta, la combinazione dei nutrienti e il loro dosaggio ha un ruolo centrale nel benessere della pelle e dell’intera persona. In quest’ottica i protagonisti delle nostre tavole saranno sempre di più i “functional foods”: pasta arricchita di inulina ed estratti di germi di grano sono le ultime novità presentate al Congresso.
La pasta arricchita di inulina, una fibra presente nelle cicorie e nei carciofi, offre una bassa risposta glicemica e aiuta a controllare l’assorbimento degli zuccheri. L'estratto di germoglio di grano invece, contiene un potente cocktail di composti antiossidanti capaci di 'spazzare' i radicali liberi neutralizzandoli in radicali stabili ABTS e DPPH.
Il seme germogliato, infatti, continua a sintetizzare i principi attivi anche in vitro e dopo 5 giorni di germinazione mostra un incremento del 30-40% di antiossidanti rispetto al secondo giorno.
Le novità emerse dall’incontro tra esperti di fama mondiale, non finiscono qui. L'assunzione regolare di probiotici pare abbia effetti benefici anche sugli sportivi: in un recente studio pubblicato su International Journal of Sport Nutrition and Exercise Metabolism è stato dimostrato che l’assunzione di Lactobacillus casei Shirota per 4 mesi di intenso allenamento ha ridotto del 36% l’incidenza di infezioni del tratto respiratorio superiore.
L’assunzione quotidiana di L. casei Shirota pare possa anche modificare le risposte del sistema immunitario al contatto con i pollini, causa frequente della febbre da fieno, lo studio è stato presentato dall’italiano Claudio Nicoletti, dell’Institute of Food Research di Norwich (UK).
Non sono mancate utili indicazioni sull’utilizzo dei probiotici e sull’importanza della somministrazione di batteri vivi, del dosaggio e della scelta del ceppo probiotico. Negli ultimi anni si è assistito a una vera e propria rivoluzione sul ruolo e sulle funzioni del microbiota intestinale.
I meccanismi attraverso cui i prodotti a base di probiotici agirebbero sulla flora batterica sono legati all’adesione alla barriera mucosa intestinale. Questo meccanismo rafforza la barriera e contribuisce a ostacolare il contatto tra gli organismi patogeni ed i recettori cellulari dell’uomo.Ricerche recenti considerano la flora batterica intestinale un nuovo bersaglio nella lotta alle malattie croniche infiammatorie dell’intestino.
Anche il problema dei disturbi alimentari e dell’obesità si pensa abbiano un legame con la microflora intestinale . “Intervenire precocemente sul microbiota attraverso i probiotici può avere effetti positivi sul sistema immunitario e sul peso corporeo – dichiara Alfredo Guarino, Dipartimento di Pediatria Università Federico II di Napoli - In Italia la percentuale degli obesi a 8-9 anni è pari al 12,3%, con punte nelle regioni del Sud Italia del 36%.
Ci sono buone possibilità che la somministrazione di integratori a base di probiotici durante l'infanzia protegga dall’obesità in età adulta. L’assunzione di batteri favorevoli ”educa” il sistema immune e previene stati infiammatori e anomalie del metabolismo, due condizioni strettamente legate al peso corporeo.
”Il legame tra nutrizione e pelle è un altro dei temi chiave di questi giorni. “Le reazioni di ipersensibilità al cibo – spiega Mauro Picardo, Responsabile della Fisiopatologia cutanea e del Centro di Ricerca sulla Metabolomica presso l’Istituto San Gallicano - giocano un ruolo importante nella patogenesi di malattie della pelle quali le dermatiti atopiche e l'orticaria.
L’alimentazione influisce anche sull’insorgenza dell’acne e, ad oggi, si cerca di stabilire se l’iperinsulinismo, riscontrabile in soggetti con sindrome dell’ovaio policistico e acne, possa essere una caratteristica anche della persistenza di acne in soggetti senza la sindrome, considerando che insulina è un induttore della produzione di sebo.
”A proposito di alimenti e benessere fisico, sono stati presentati al meeting prodotti che orientano sempre più verso una dieta funzionale e salutistica, tra questi la pasta arricchita di un famoso prebiotico: l’inulina.
Uno studio condotto da un team dell’IRCCS specializzato in gastroenterologia “Saverio De Bellis” di Bari, dimostra che la pasta con inulina, riduce i livelli di grasso nel sangue e i livelli di glucosio a digiuno. “ I prebiotici - spiega il ricercatore Francesco Russo - rafforzano la barriera intestinale riducendone la permeabilità, attraverso un meccanismo che coinvolge la chiave che apre le porte fra una cellula e l'altra della parete intestinale: la zenulina. E’ molto probabile che tale meccanismo spieghi il ridotto assorbimento degli zuccheri in seguito al consumo della pasta con inulina.
”La possibilità di considerare i batteri non solo dei nemici ma anche un aiuto alla nostra salute, ha dunque aperto tutto un campo d’interesse nei confronti dei probiotici e dei prebiotici, “tuttavia - avverte l’esperta Maria Rescigno, Campus IFOM-IEO di Milano - bisogna essere cauti nella scelta del ceppo probiotico che in alcuni casi ha proprietà immunologiche tutt’altro che protettive”.






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