Il pesce è un alimento che apporta numerose sostanze benefiche per l’organismo, tra cui gli acidi grassi omega-3, presenti in quantità differenti nelle varie specie e diventa fondamentale il modo in cui è cucinato, perché se fritto, non solo perde le sue qualità nutrizionali, ma addirittura diventa veicolo di sostanze dannose per l’organismo, prodotte dal tipo di cottura come gli acidi grassi trans, lo rivela una ricerca condotta dall’Università di Chicago.
Donald Lloyd-Jones è il ricercatore dell’università americana, che è giunto a queste conclusioni, analizzando i dati dei regimi alimentari di 84mila donne in menopausa, ricavati da uno studio durato 20 anni, il Women's Health Initiative Observational Study.
Tutte le donne che erano state coinvolte nello studio, iniziato nel 1991 e terminato nel 2008, con un’età media di 63 anni, avevano risposto a questionari sulle loro abitudini alimentari e nel corso dello studio, 1800 di loro avevano avuto un infarto.
Confrontando i regimi alimentari delle donne con avevano avuto un infarto, con quelle senza problemi cardiovascolari, i ricercatori, si sono accorti, che vi erano evidenti differenze nel consumo di pesce e nel modo di cucinarlo.
Coloro che mangiavano pesce fritto una volta alla settimana, avevano un rischio maggiore del 48% di avere un infarto, erano mediamente più grasse e con un’alimentazione meno sana.
Di contro, chi nella propria alimentazione mangiava spesso pesce, ma cucinandolo alla griglia o al forno era più in forma, più sana e seguiva in generale, una dieta più equilibrata e tra i vari tipi di pesce, i ricercatori, ne hanno individuati alcuni, che sembrano presentare un maggiore fattore di protezione cardiovascolare, come salmone, sgombro ed in genere tutto il pesce azzurro.
Per Lloyd-Jones, “Mangiare spesso pesce al forno o alla griglia è una sorta di “indicatore” di una dieta benefica per diversi aspetti. Sicuramente, come dimostrano i nostri dati, il pesce cotto alla griglia o al forno previene le malattie cardiovascolari: è infatti un'ottima fonte di proteine magre”. (Fonte: Corriere della Sera)






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