Alzheimer, forse esiste una relazione con i grassi nel sangue
- Pubblicato 21 Luglio 2012
- Di Redazione
Mantenere livelli medi ed alti di grassi nel sangue potrebbe aumentare di 10 volte le probabilità di contrarre il morbo di Alzheimer.A riferirlo è una ricerca americana portata a termine dalla Mayo Clinic di Rochester del Minnesota.
Secondo i dati pubblicati sulla rivista specialistica Nature, una concentrazione media o alta di grassi potrebbe procurare danni al cervello influenzando negativamente le funzioni cognitive.
La ricerca ha consentito di verificare l'esistenza di una correlazione tra il rischio di degenerazione cerebrale e un'alta concentrazione di sieri ceramidi.
Si tratta di un biomarcatore diverso da quelli finora utilizzati che, dai primi risultati ottenuti, potrebbe essere in grado di segnalare la presenza della malattia di Alzheimer e anche la sua progressione.
Occorrerà approfondire con altre sperimentazioni ma, se i primi risultati dovessero essere confermati, sarà sufficiente una semplice analisi del sangue per verificare la presenza della malattia. Infatti gli altri marker utilizzati necessitano di esami più complessi e invasivi.
"Se possiamo identificare il biomarker nel sangue - ha spiegato Michelle M. Mielke, che ha diretto la ricerca - è un metodo non invasivo che potrebbe essere utilizzato per misurare il rischio di malattia di Alzheimer".
Gli altri biomarcatori del fluido cerebrospinale e di neuroimaging, secondo la ricercatrice, pur essendo importanti sono costosi e invasivi e non consentono lo screening sulla popolazione.
È comunque ancora prematuro affermare che i livelli alti di grasso possano essere un segnale di aver contratto l'Alzheimer.







