Cannabis: le società scientifiche la silurano, fa male alla salute
- Pubblicato 19 Luglio 2012
- Di Redazione
Questo è parere di 18 società scientifiche che hanno sottoscritto un documento insieme al Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio.Della cannabis e dei suoi possibili usi si parla da molto, ultimamente la Regione Toscana ne ha autorizzato l'uso a fini terapeutici, ma ora arriva la sentenza siglata da ben 18 presidenti di società scientifiche rappresentative di molte specializzazioni, da quella farmacologica a quella di medicina generale.
Secondo il documento, la cannabis e i suoi derivati come l'olio di hascisc, sono delle sostanze stupefanti tossiche e dannose per l'organismo.
Influiscono negativamente sui meccanismi neuropsichici, sui processi cognitivi, il coordinamento psicomotorio, i tempi di reazione e lo stato di veglia.
La pianta contiene principi attivi in grado di alterare la memoria e la capacità di attenzione con conseguenti difficoltà di apprendimento.
Il documento non lascia spazio ad un possibile utilizzo. Se la sostanza viene assunta precocemente e in modo regolare può dare dipendenza e compromettere lo sviluppo del cervello degli adolescenti.
L'uso della cannabis inoltre alza il rischio d'incidenti sia sul lavoro che stradali e può indurre a comportamenti antisociali.
Motivi per cui "l'uso voluttuario" è sconsigliato.
Ma anche l'uso con fini terapeutici ne esce male. I farmaci a base di Thc vanno considerati una seconda scelta. L'uso a fini di cura deve essere consentito solo sotto il diretto controllo del medico, il paziente non deve avere nessuna facoltà di autogestione.
Giovanni Serpelloni, responsabile del DPA ha espresso la sua soddisfazione per l'unanimità espressa dalle 18 società scientifiche.







