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Obesità: boom in Italia nel 2025, 43% di obesi



Obesità: boom in Italia nel 2025, 43% di obesi Obesità al centro dell'attenzione, non solo sotto il profilo della salute, ma anche per il peso economico che grava sui conti della sanità pubblica. A rilanciare il tema, in realtà mai abbandonato, è un'iniziativa che prende il nome di "Lotta al sovrappeso e all'obesità. Anno III".

La persona obesa, oltre a non curarsi della propria salute è un costo per la collettività. Gli obesi vanno incontro ad una serie di problemi, come ad esempio le malattie cardiovascolari, le cui cure finiscono per gravare sul SSN.

Il costo stimato annuo è di circa 8,3 miliardi di euro, pari al 6,7% della spesa sanitaria. Tanto costano i 5 milioni di obesi adulti che rappresentano circa il 10% della popolazione.

Ecco quindi che i dati diffusi nel corso dell'iniziativa voluta da Gianluca Mech e dal Centro Studi Tisanoreica e appoggiata di Fimmg, Fimp, Federsanità-Anci e Assofarm, diventano allarmanti.

Per il futuro le stime sono pessime, si parla che nel 2025 la percentuale di obesi salirà al 43%, praticamente circa 20 milioni di cittadini.

A rendere ancora più preoccupante lo scenario ci sono poi le stime formulate in una ricerca della Commissione europea Idefics, che si occupa invece di giovani e bambini.

Nella fascia di età tra i 6 e i 9 anni, l'Italia è in prima fila per sovrappeso e obesità. Il nostro Paese registra inoltre un aumento di obesità infantile pari a circa il 2,5% ogni 5 anni.

Gianluca Mech nel commentare i dati è anche provocatorio quando afferma che l'idea del ministro Balduzzi di tassare il cibo spazzatura (in Danimarca lo hanno recentemente fatto) non sembra male. Poi però aggiunge che "è più importante sensibilizzare i medici generici ed i pediatri affinché prescrivano ai pazienti in sovrappeso, diete a basso indice glicemico".

Sempre con un occhio alla salute e uno ai conti pubblici, Mech spiega che, se il 50% degli italiani seguisse un regime alimentare del genere, il tasso di obesità nell'età adulta si ridurrebbe del 5-10% con un risparmio annuo di 2,5 miliardi per la sanità pubblica.

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