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Farmaci di fascia C: liberalizzata la vendita, reazione di Federfarma
- Pubblicato 07 Dicembre 2011
- Di redazione

Una liberalizzazione, dunque, prevista nel testo della manovra approvata dal Cdm, che apre alla concorrenza il mercato dei farmaci.
Il testo prevede che i medicinali di fascia C soggetti a prescrizione medica, possano essere acquistati anche nelle parafarmacie e negli spazi, appositamente dedicati e separati dall’area commerciale della grande distribuzione. Unico obbligo è la presenza di un farmacista.
La misura, presentata dal ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, che l’ha definita un “passo avanti” in tema di concorrenza, prevede anche che saranno considerate pratiche commerciali sleali quelle che manifestano “una ingiustificata discriminazione tra farmacie e parafarmacie quanto ai tempi, alle condizioni, alle quantità e ai prezzi di fornitura''.
Il “passo avanti” di Passera non si limita comunque a questo. Infatti, nel revisionare la pianta organica con l’obiettivo di un potenziamento del servizio, il numero di abitanti previsto per ottenere l’autorizzazione all’apertura di una farmacia passa da 5 mila (per i comuni con meno di 12.500 abitanti) a 4 mila, ma uniformato su tutto il territorio nazionale.
La Federfarma ha definito “inaccettabile” l’uscita dalle farmacie dei farmaci di fascia C. La presidente, Anna Rosa Racca, nel bocciare il provvedimento ha annunciato all’Ansa che, “qualora fosse confermata la libera vendita dei farmaci con ricetta medica nei corner dei supermercati”, non sono escluse forme di protesta fino ad arrivare alla serrata.


