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Con un' impianto hi-tech tetraplegico riacquista il movimento del braccio



Un uomo paralizzato dalle spalle in giù è stato in grado di mangiare e bere, grazie ad una nuova neuro-protesi, che permette al suo cervello di connettersi nuovamente con i suoi muscoli.

Un sistema che decodifica i segnali del cervello e li trasmette a dei sensori nel braccio dell’uomo gli ha permesso di riconquistare il movimento della mano e del braccio.

La notizia è stata pubblicata sulla rivista scientifica The Lancet, che ha descritto gli incoraggianti risultati di questa nuova tecnologia.

Anche se questa tecnologia è stata fino adora usata per un solo paziente, lo studio rappresenta un grande passo avanti, ed la prima volta che ristabilisce la connessione ed il controllo del cervello su di un arto, permettendo ad un soggetto con paralisi completa, di muovere una mano ed afferrare oggetti.

Questa tecnologia, che è per ora in uso in forma sperimentale negli USA, non ripara le lesioni spinali ma le elude.

Uno degli autori dell’articolo, Bolu Ajiboye, del Case Western Reserve University, ha dichiarato che "La ricerca è in una fase iniziale, ma crediamo che questo neuro-protesi possa offrire gli individui con paralisi la possibilità di recuperare le funzioni del braccio e della mano, per svolgere le attività giorno per giorno, offrendo loro una maggiore indipendenza”.

Ha poi aggiunto che “finora questa tecnologia ha aiutato un uomo con tetraplegia a raggiungere e afferrare oggetti permettendogli, ad esempio di afferrare una tazza e bere il suo contenuto. Con un ulteriore sviluppo, crediamo che la tecnologia possa dare un controllo più accurato dei movimenti, consentendo una più ampia gamma di azioni, che potrebbe iniziare a trasformare il vita delle persone che vivono con la paralisi".

Le lesioni al midollo spinale sono spesso causa di perdita della funzione muscolare e paralisi, e gli infortuni che interessano le vertebre nella regione del collo di solito causano la paralisi completa di tutti e quattro gli arti.

Precedenti ricerche hanno utilizzato elementi simili di neuro-protesi.

Per esempio, un'interfaccia cervello-computer collegato a elettrodi sulla pelle ha aiutato una persona con grave paralisi ad aprire e chiudere la mano, mentre altri studi hanno permesso ai pazienti di controllare un braccio robotico con i loro segnali cerebrali.

Tuttavia, questo è il primo progetto di neuro protesi in grado di ripristinare il controllo del muscolo e permettere di afferrare un oggetto attraverso interconnessione fra il cervello del soggetto tetraplegico ed il suo braccio.

Ajiboye ha spiegato che "anche se sistemi simili sono stati utilizzati prima, nessuno di loro è stato facilmente adattabile per l'uso giorno per giorno, e gli altri sistemi non sono stati in grado di ripristinare entrambe le azioni, cioè quella di raggiungere un oggetto e poi afferrarlo".

Ha poi concluso dicendo che "il nostro sistema si basa sul muscolo stimolandolo con un elettrodo che è già disponibile, e continuerà a migliorare con lo sviluppo di nuovi sistemi di interfaccia cervello-computer completamente impiantati e wireless.

Questo potrebbe portare a migliori prestazioni della neuro-protesi con una migliore velocità, precisione e controllo."


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