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Morbillo, Oms: Italia e Romania a rischio di epidemia



Morbillo, rischio epidemia

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha lanciato, attraverso i suoi canali di comunicazione ufficiali, un avvertimento sul rischio di un'epidemia di morbillo in Europa, dopo che più di 500 casi della malattia altamente contagiosa sono stati segnalati in tutta Europa nel mese di gennaio.

Il direttore regionale dell'Agenzia per l'Europa dell’OMS, Zsuzsanna Jakab, ha spiegato in un comunicato che il dato è di particolare preoccupazione, e che i casi di morbillo sono in costante crescita in Europa.

Francia, Germania, Italia, Romania, Polonia, Svizzera e Ucraina sono stati i più colpiti, con 474 dei 559 casi segnalati per gennaio.

In questi paesi, a livello nazionale, le vaccinazione contro il virus sono al di sotto della soglia di 95 per cento, quota necessaria per poter avere il cosiddetto effetto gregge, ovvero quel meccanismo per cui, se una quota sufficiente di persone è vaccinata, viene protetto anche chi non lo è.

I dati preliminari relativi al mese di febbraio indicano che il numero di nuove infezioni è in forte aumento.

I dati coprono tutta la regione europea dell'agenzia, che copre 53 paesi, tra cui Israele, Kazakistan e Russia.

Per questa ragione l’OMS attraverso il direttore Jakab ha dichiarato: “Esorto tutti i paesi endemici ad adottare misure urgenti per fermare la trasmissione del morbillo all'interno dei loro confini, e tutti i paesi che hanno già raggiunto questo obiettivo a mantenere la loro guardia e sostenere la copertura della immunizzazione”.

Si parla oramai di un’epidemia di morbillo che sta colpendo tutta l'Europa.

Attualmente, i maggiori focolai si verificano in Italia e Romania. Nel nostro Paese quest'anno il numero di casi di morbillo è triplicato, in gran parte perché, secondo il Ministero della Salute, i genitori non vaccinano i loro figli a causa di timori di un legame tra il vaccino del morbillo, parotite e rosolia combinati (MMR) e l'autismo, nonostante la comunità scientifica mondiale dica che non c’è alcuna evidenza di tale collegamento.

In Italia la fascia di età più contagiata è quella fra i 15 e i 39 anni, e si tratta di soggetti per lo più non vaccinati.
Dai dati in possesso delle autorità sanitarie, e comparando la storia vaccinale dei soggetti colpiti dal morbillo, emerge che delle 221 segnalazioni di cui si conosce lo stato vaccinale, l'89,6% non risulta vaccinato.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel lanciare l’allarme su una possibile epidemia che possa colpire l’Europa, ha ricordato che il morbillo è un virus altamente contagioso che può causare potenzialmente gravi malattie.

Considerando la realtà e cioè che il morbillo rimane endemico in molte parti del mondo, esiste un pericolo reale che possa diffondersi in tutti i paesi, compresi quelli che hanno eliminato la malattia.

Ogni persona non immunizzata o immunizzata in forma incorretta, quali i soggetti che non fanno i richiami, indipendentemente dall'età, è quindi a rischio di contrarre la malattia, e questo è particolarmente vero in quei paesi in cui i tassi di immunizzazione rimangono persistentemente bassi, aumentando il rischio di una epidemia, con possibili conseguenze tragiche.

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