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Meningite in Toscana, per l'mergenza in arrivo 140 mila dosi di vaccino



Meningite in Toscana

La carenza di vaccino tetravalente contro il meningococco, che si è verificata in Toscana, dovrebbe essere risolta già nella prossima settimana con l’arrivo di 140 mila dosi di vaccino, reperite sul mercato estero (100mila dosi) e su quello italiano (40mila dosi).

La regione Toscana, attraverso l'assessore alla Sanità, Stefania Saccardi, ha dichiarato che i soggetti con più di 45 anni delle province di Firenze, Prato e Pistoia, riceveranno gratuitamente il vaccino, mentre i cittadini sotto i 45 anni dovranno pagare un ticket che passerà dagli attuali 58 euro a 40 euro.

Questo ovviamente perché la vaccinazione anti meningococcica non è una vaccinazione obbligatoria.

La Toscana, dall’inizio di questo anno, ha avuto una diecina di casi di meningite e ciò ha fatto balzare in alto la richiesta di vaccini, pur non essendo, per adesso, di fronte ad una emergenza epidemica.

Negli anni passati venivano sottoposte a vaccinazione circa 30mila persone ogni anno, mentre questo anno, a causa della paura che si è diffusa tra la popolazione, sono state già impiegate 50 mila dosi di vaccino e le scorte si sono rapidamente esaurite.

La regione Toscana da martedì prossimo approverà le delibere necessarie ad affrontare la situazione e gli atti conseguenti, inclusa la diminuzione del costo del ticket, entreranno in vigore da mercoledì 17 febbraio.

Un ulteriore passo importante, dopo la riforma della sanità regionale in toscana, che ha costituito 3 super Asl, sarà quello di attivare nei più brevi tempi possibili un centro unico di prenotazione, il CUP, unico, cosicché ci sarà un solo numero telefonico a cui i cittadini potranno rivolgersi ed avere la dose necessaria di vaccino anti meningococcico.

A latere di tutto ciò c’è la particolare situazione in cui, come in molte altre regioni, si trovano gli studenti fuori sede, che in Toscana ammontano a circa 340 mila ragazzi che sono iscritti in vari atenei della regione ma sono residenti in altre regioni italiane.

La regione aveva già stabilito che essi avessero il diritto a vaccinarsi in Toscana, qualunque fosse la regione di residenza, presentando solamente il libretto universitario che attesta la loro presenza per motivi di studio nel territorio regionale.

Secondo le denunce presentate da vari studenti, le Asl chiedono anche la tessera sanitaria che attesti il loro “domicilio sanitario”.

L’assessore Saccardi ha dichiarato “Io nella delibera ho scritto che serve la documentazione che attesti che lo studente è fuori sede. Se non è stato sufficientemente chiaro, vedremo a breve di precisare il testo della delibera regionale”.

L’obiettivo che si sta ponendo ora la Regione Toscana è quello di vaccinare, nei prossimi cinque mesi, il 70% della popolazione non ancora vaccinata.

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