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Virus Zika, Oms: Si a contraccezione e aborto nei paesi colpiti



Virus Zika

La diffusione del Virus Zika, nei paesi latino americani e la sua possibile avanzata e diffusione anche negli altri continenti, sta preoccupando le Nazioni Unite, che hanno formalmente chiesto ai paesi di quel continente, di permettere alle donne di avere accesso in materia di aborto e contraccezione.

Il virus Zika, così chiamato perché venne isolato per la prima volta nella foresta di Zika in Uganda, è fortemente correlato agli stessi virus che causano la dengue, la febbre gialla, l'encefalite del Nilo occidentale e l'encefalite giapponese, tutti trasmessi principalmente da punture di insetto.

L’infezione contratta con questo virus può determinare nelle donne incinta casi di microencefalia e di malformazioni fetali.

In Brasile, uno dei paesi più colpiti, soprattutto nel Nord, si stima che nel 2015 ci siano stati fra i 500 mila ed 1.3 milioni di casi di infezione e nelle stesso paese, sempre nel 2015, ci sono stati 3.500 bambini nati con microencefalia a fronte dei 500 casi l’anno che normalmente si verificano.

Paesi come la Colombia, El Salvador, il Guatemala, il Messico, il Paraguay, Porto Rico ed il Venezuela, soffrono anch’essi di un importante aumento delle nascite di bambini affetti da microencefalia.

Nel resto del mondo il 17 gennaio di questo anno si è registrato il primo caso di microcefalia in un neonato nato nelle Hawaii, ad Ohau, la cui madre aveva vissuto in Brasile per alcuni mesi durante la gravidanza.

In Italia a tutt’oggi si registrano sei casi di infezione da virus Zika, tutti in donne che provenivano dal Brasile, ed in Spagna si è diagnosticato, per la prima volta in Europa, un caso di infezione di una donna incinta.

Di fronte ad un quadro che rischia di trasformarsi in una epidemia, il CNC (Center for Disease Control and Prevention di Atlanta, negli USA), ha allertato le donne gravide o a rischio di gravidanza affinché, se possibile, evitino di recarsi nei paesi focolaio della malattia o assumano adeguate protezioni.

Dal canto suo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha spiegato, all’inizio di questo mese, che l’epidemia di Zika costituisce un'urgenza di sanità pubblica di portata internazionale (Public Health Emergency of International Concern (PHEIC) ed ha suggerito, in attesa che venga sviluppato un vaccino, di permettere il ricorso all’aborto terapeutico a quelle donne che volessero interrompere la gravidanza.

Ciò ha ovviamente suscitato l’irritazione e la disapprovazione da parte delle gerarchie cattoliche che attraverso la voce del cardinale Sergio da Rocha della Conferenza episcopale brasiliana, hanno contestato questa richiesta dell’OMS.

ZeidRa'ad Al Hussein, dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha lanciato un appello per rendere le opzioni di riproduzione disponibili per le donne in questi paesi e dare loro il diritto di terminare la gravidanza.

Osservando che le donne in America Latina hanno opzioni limitate quando si tratta di controllo delle nascite, a causa delle loro leggi sull'uso della contraccezione e l’aborto, Al Hussein ha spiegato che “esse vanno modificate per essere in linea con gli obblighi relativi ai diritti umani, al fine di garantire il diritto alla salute per tutti”.

L'ONU ha fatto menzione specialmente della Repubblica di El Salvador, denunciando apertamente il fatto che anche il pensiero di considerare l'aborto o la contraccezione come mezzo per fermare il virus Zika, viene considerato, in quel paese alla stregua di un “omicidio”.

E come sempre siamo di fronte all’ennesima battaglia fra il potere religioso e la libertà di decidere delle donne.

E come sempre la libertà delle donne, per questi sepolcri imbiancati, non conta niente. A chi importa se dovesse nascere un bambino che avrà una vita infernale e la cui madre dovrà lottare tutta la vita per essere rimasta incinta per amore, o come accade nel Salvador, dove circa un quarto delle donne ha subito violenza fisica o sessuale nel corso dell'anno passato?

Ma questo non è un problema della Chiesa Cattolica Romana!


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