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Quando la paura di una gravidanza diventa sintomo

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Salve Dottoressa,
sono alla ricerca di un consiglio o aiuto (non so neanch'io), di una psicoterapeuta. Penso di avere un problema o forse me lo sto creando io, anche se chi mi sta accanto dice che non sono normale.. Io ho 27 anni, fidanzata da otto anni. Ecco, come tutti si aspettano, prima o poi dovrei sposarmi e avere dei figli. Ma i miei obiettivi nella vita sono altri...
Ecco, la mia paura è la gravidanza, certo, lo so che è di tutte le donne, ma a me succede una cosa strana e ho un'idea strana....
A me fa impressione e quasi disgusto vedere una donna gravida... Non sopporto l'idea che ci sia qualcosa all'interno.. e che si muova...
Mi è capitato 6 anni fa di accarezzare la pancia di una mia parente, ovviamente la bimba si è mossa sotto la mia mano, ed io... sono scappata in bagno a vomitare.

Invece, 3 anni fa, con mia sorella gravida, non ho avuto il coraggio nè di accarezzarla, nè di guardarla.... Mi sento male. L'idea che possa esserci qualcosa dentro il corpo umano mi disgusta... Non so come spiegarlo a tutti, e sta diventando un punto fisso... Vorrei un aiuto per capire....

E poi... non credo che tutte le donne abbiano l'istinto materno, no?
Io vengo giudicata, perchè mi piacciono i bambini, perchè ci ho lavorato con loro, perchè sono amorevole... ma non riesco a guardare nessuna donna incinta, nè di avere la gioia di accarezzare la pancia... Spero che abbia capito il mio pensiero, se vuole rispondermi, sarei felice....
Distinti saluti
Email firmata
 
 
Gentile ......, quando vedo una donna incinta mi ritrovo completamente ammirata di come si è evoluto nel tempo il corpo umano. Mi sembra un miracolo che da due cellule possa nascere un corpo così perfetto, meraviglioso, pensante...

Ho sempre pensato che la natura abbia superato se stessa proprio nella fabbricazione ex novo di un bambino. Lei non la pensa come me.
Forse si tratta di senso di costrizione e di un po' di claustrofobia. Mi spiego: si sente costretta ad avere il bambino in pancia, che cresce secondo un proprio programma su cui lei non ha controllo.

Proprio l'idea di non controllare la fa stare male e le fa anche un po' paura. E' possibile decidere di non fare figli, ma sarebbe meglio che la decisione fosse libera da limitazioni "sintomatiche" altrimenti rischia di essere un tentativo di adeguarsi ai limiti che la sua testa le impone. Meglio andare a capire cosa c'è dietro.

Le sono state raccontate storie terrifiche? Ha sempre avuto paura che sua mamma le desse un fratellino o una sorellina? Vada a farsi una chiacchierata con una psicologa, magari al Consultorio di zona.
Quando sarà libera da questa fobia, decida se fare figli o meno.
Cordialmente UT
Sfoglia La posta del cuore, ha cura di Umberta Telfener

 


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