Ho 42 anni ed il mio compagno 35 ed abbiamo da 3 anni una stupenda relazione fatta di complicità, fatta di fiducia, rispetto, grande dialogo e sebbene ci dividano molti chilometri siamo sempre riusciti a colmare la settimana e vederci con frequenza assidua e costante. Anzi spesso ci siamo detti che eravamo in grado di comunicare più noi che tanti che vivono sotto lo stesso tetto.
Lo conosco in un momento particolare della sua vita, stava decidendo di fare un passo molto importante relativo alla sua professione, ha acquistato un immobile con un grosso mutuo già in una situazione traballante economicamente.
Scopro così questo uomo a volte molto duro, molto razionale, molto determinato nelle sue cose che a testa bassa cerca di raggiungere i suoi obiettivi. Nel nostro percorso questo uomo si apre completamente a me.. mi confida una infanzia traumatica con padre padrone che picchiava la moglie , di una denuncia di suo padre perché per fermalo lo aveva picchiato, un padre puttaniere il cui unico scopo nella vita era il dio denaro, affettivamente critico che non ha mai amato probabilmente nessuno se non se stesso.
La madre scappa di casa dopo 20 anni e si allontana anche dal figlio per paura di ritorsioni; una donna che nel periodo critico frequentava, portando suoi figlio, luoghi di culti satanici.
Sto ragazzo, solo sempre materialmente e moralmente, cresce, tenta il suicidio, va in terapia, passa due anni utilizzando ogni tipo di droga. Intanto cresce nella sua solitudine cercando forse nel modo peggiore di comprare l'affetto di questo uomo diventandone succube.
Suo padre lo porta nella sua ragnatela lo lega sempre più a se impostando il rapporto imperniato su un legame con il lavoro che condividono.
Suo padre vive nell'agio suo figlio ha debiti infiniti. La madre nel frattempo si fa suora laica e l'anno scorso il padre ancora una volta ferisce i sentimenti chiedendo l'annullamento alla Sacra Rota del suo matrimonio per semi infermità della sua ex moglie; l’annullamento viene concesso.
Arriviamo ai giorni nostri... ultimo anno in cui questo padre per interessi personali carica di ulteriori responsabilità il figlio mettendolo in difficoltà economiche. Un anno duro anche fisicamente fatto di lavoro sette giorni su sette e inizio a notare non solo un decadimento emotivo ma anche fisico.
Questo ragazzo prende molto peso, perde per quasi un anno l'erezione e altri problemi fisici, manifesta apatia, è sempre più aggressivo e rabbioso verso il suo contesto famigliare, prova disgusto per il padre e la madre, per un lavoro che ama e che odia, si sente inaridito duro non sopporta più nulla.
Va avanti come un automa... e qui entro nel merito. Nelle ultime settimane cerco di scuoterlo, cerco di fargli prendere consapevolezza, cerco di stimolarlo a guardare a noi.. ci siamo scelti per fare un bambino insieme, ma il suo baratro senza luce non gli permette di pianificarlo...
Dopo l'ultima ed ennesima delusione di suo padre, così senza un motivo apparente, decide di troncare la relazione. Dice che deve capire se ha ancora benzina da dare, non mette in discussione i sentimenti, ma non ce la fa più... ammette il suo inferno non sa come uscirne... è stato un lampo in una relazione così bella, così complice, rinuncia a noi. Mi aiuti a capire, sarà più facile farne una ragione.
Lettera firmata
Gentile ..., difficile la vita di quest'uomo, difficile in questo momento la vostra unione.
Il cambiamento è avvenuto all'improvviso oppure ci sono stati segnali che facessero prevedere questa decisione così estrema?
Si tratta di una crisi personale del suo compagno oppure ogni relazione che ha avuto lui la molla dopo un periodo variabile entrando ancora più profondamente in crisi personalmente?
E' chiaro che se la crisi è solo personale sarebbe importante che lei riuscisse a stargli vicino, contrastando la decisione a lasciarsi, se invece la sua pancia le suggerisce (ed io mi fido sempre della pancia delle donne) che quest'uomo è stufo e sta utilizzando la propria storia personale e i guai passati per troncare, allora è fondamentale che non chieda niente e che anche lei si allontani.
Meglio rimanere con dei bei ricordi che con un presente fatto di recriminazioni, rinunce e infelicità.
Buona fortuna UT