Sei qui: Home Posta del cuore Lettere Pazza io o codardo lui?

Pazza io o codardo lui?

Pazza io o codardo lui?Ho 23 anni ed esattamente un anno fa ho effettuato un aborto volontario. Frequentavo con un ragazzo mio coetaneo da un paio di mesi e le cose non andavano granché bene tanto che eravamo arrivati a una rottura.

Mi lasciò lui a causa del mio atteggiamento. Ero scostante e talvolta aggressiva con lui nonostante mi piacesse molto poiché mi rendeva molto insicura. Era dolce e gentile con me però anche molto sfuggente.

Scopro di essere incinta e la sua reazione è stata pessima. E’ stato molto duro con me, quasi fosse colpa mia, un torto che gli avevo fatto.. ha screditato a priori il fatto che fosse suo declinando ogni responsabilità. Schifata e ferita l'ho preso in parola e sono sparita dalla sua vita.

Vivevo da sola e con i miei non ne ho parlato. Dopo due mesi e mezzo ho deciso di abortire, mi sono presa il mio tempo durante il quale ho fatto parecchi viaggi mentali immaginandomi col bambino e spesso anche con lui. Nella mente non l'ho mai escluso. Non rimpiango la mia decisione anche se ho sofferto molto e non è stato facile essere sola. Continuavo a pensare a lui,credevo di odiarlo, lo ritenevo colpevole del mio dolore.

Gradualmente dall'odiarlo sono arrivata a desiderarlo,a credere così, dal nulla di esserne innamorata... non so se è solo escamotage psicologico per colmare un vuoto. Comunque il pensiero di lui è diventato sempre più insistente cosicché a gennaio ho deciso di cercarlo e di parlargliene. Mi ha lasciata in stand by tre mesi dicendosi troppo impegnato per incontrarmi di persona.

Quando ci siamo visti gli ho parlato dei miei sentimenti partendo da zero. Senza nulla accennare del passato. Lui mi ha detto che non voleva relazioni. Nonostante ciò abbiamo fatto l'"amore" quella notte e lui è stato molto violento, sentivo la sua rabbia. Da quella sera ci siamo visti altre due volte nel giro di un paio di settimane intervallate da mille discorsi in cui lui mi rinfacciava i miei errori passati ed era intransigente per ogni cosa che facevo o dicevo.

Mai una parola del bambino. Io ero totalmente assuefatta, mi umiliavo e mi scusavo per tutto. Una sera,in quello stesso periodo, l'ho trovato in un locale e si baciava tranquillamente con un'altra davanti a me. E li il tracollo. Io disperata,gli mandavo mille messaggi accusatori per poi scusarmi,dirgli che gli volevo bene implorando perdono. Una sera presa dalla disperazione gli ho persino dato uno schiaffo davanti a tutti.

Ero totalmente irrazionale. Lui me la faceva purgare un po' e poi iniziava discorsi infiniti con me rinfacciandomi sempre i miei errori,dicendomi che sono una persona stupida,e un sacco di frasi contenute nelle espressioni ma molto forti a indicarmi la mia nullità nei suoi confronti. Sempre impersonale, talvolta cattivo, mi ha sempre risposto e non ha mai tagliato i ponti con me nonostante le innumerevoli scenate. Oggi gli ho rinfacciato per la prima volta il suo di comportamento di allora e lui non ha nemmeno accennato a rispondermi a riguardo. Ha risposto con le solite frasi per definirmi indegna del suo tempo. E’ un'odissea senza fine.

Ora, io non mi ritengo una persona stupida nonostante sono la prima a rendermi conto che sono una folle a volere uno così, per di più umiliandomi e supplicando una persona che mi ha fatto solo male e che non capisce che ho un problema. Passo i miei giorni a implorare il suo perdono per ogni sciocchezza. Questo non è amore. Però quando ho a che fare con lui sono sopraffatta dal dolore e non capisco più niente. Confondo quello che è in realtà l'aggravante con una medicina. E pur sapendolo non riesco ad andare contro questo istinto che mi fa gettare ai suoi piedi pregandolo di calpestarmi. Non capisco lui e ancora meno capisco me stessa.

Spero che avrà un buon consiglio per me.

--------------------------

Ho aspettato del tempo a rispondere sperando che uscisse da questo comportamento da sola.
Ha capito già benissimo che questo è un gioco e un gioco a massacrare se stessa, la sua stima di sé, il suo orgoglio e la capacità di fidarsi delle relazioni amorose.

Di cosa si deve far perdonare lei da questo ragazzo? Di essere rimasta incinta? Di essersi trovata sola e di aver deciso come meglio credeva? Oppure solo di continuare a volerlo e di acconsentire a farsi trattare male. Di quello dovrebbe veramente chiedere perdono a se stessa.

Di aver scelto di perdere potere di fronte ad un altro che non stima neppure (sono certa che lei non possa stimare un ragazzo che scappa di fronte a un problema e che non la aiuta, almeno fino alla decisione di cosa fare); di essersi prostrata di fronte ad una persona che è così diversa da lei, insensibile e sfrontato; di continuare caparbiamente a volere una persona per dimostrare a se stessa che vale; di essere entrata in un gioco di potere con l’altro così forte da essere disponibile a farsi male pur di vincere (in termini psicologici si chiama hubrys); di considerare più importante il comportamento provocatorio dell’altro che non il rispetto e la stima di sé; di andare a cercare le umiliazioni, forse come palestra per mettere alla prova la sua forza.

Credo seriamente che debba fare i conti con se stessa, guardarsi allo specchio e chiedersi cosa voglia dalla vita e quando è intenzionata a dare a se stessa quello che desidera. Credo seriamente che il problema non è l’altro (buono, cattivo, provocatorio, affascinante che sia) ma lei e le sue priorità. Ci pensi.

Umberta Telfener
 


left Siamo un' associazione no profit che si propone di tutelare la salute della donna. Forniamo gratuitamente consulenza telefonica e via email su qualsiasi problema di salute femminile. Siamo all'interno della Casa Internazionale delle Donne di Roma nell'edificio più noto come Buon Pastore del Comune di Roma

Socials Bottom

Iscriviti alla Newsletter