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Il lato positivo di un abbandono

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Il lato positivo di un abbandono
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Rimedi abbandonoFino ad ora io avevo sempre creduto che l’amore fosse qualcosa di luminoso e splendente come il sole, benedetto per l’eternità da Dio e dagli uomini.

Ero convinta che crescesse gradualmente, come un limpido ruscello che scintilla ai raggi del sole, e sul quale al soffio del vento si formano infinite lievi increspature, un ruscello incorniciato dolcemente da rocce, piante, alberi e fiori, vibrante di una musica costante e melodiosa. Questo per me era l’amore. Inoue Yasushi[1]

 

Non è stato invano questo addio anche se ormai lo immagino completamente distratto da me. Non è stato invano perché ho passato questo tempo a buttare cose vecchie, a fare spazio, dentro e fuori di me, a pensare a cosa voglio fare di diverso nella mia vita, a provare paura anche per possibilità cui prima non avevo dato nome: e se mi licenziassi e cominciassi a fare altro? Se finalmente decidessi di seguire il mio antico desiderio e partire per i paesi lontani, sfruttando il mio diploma di infermiera e lavorando per una Ong? Paesi lontani, avventura, romanticismo, essere di aiuto agli altri, sentirmi importante, non mi dica che sono romantica....(pausa)........ Non lo ritengo il mio persecutore, non mi ritengo vittima. Siamo ambedue contemporaneamente persecutore e vittima. Se questo è vero, diventa necessario un cambiamento del mio atteggiamento, l’uscita dalla colpa, dal rancore, dal desiderio di vendetta.

Ho capito che questo periodo, se pur duro, mi sta facendo bene, sto imparando a centrarmi di più, a contare su di me, a imparare che ciascuno si costruisce la propria vita minuto per minuto; la separazione mi ha permesso di occuparmi di me, di imparare che non muoio malgrado la tristezza e il dolore, che ho emozioni e posso unire la forza alla debolezza. Mi sto ritrovando e spero di utilizzare questa delusione per crescere, per cambiare, per aumentare la mia sensibilità. Mi piacerebbe fare un lavoro su di me e mettermi a fuoco maggiormente, accentuare la mia spiritualità, smettere di rifugiarmi nel razionale; forse anche ampliare le mie capacità di guaritrice e per primo di guaritrice di me stessa….. Ma quanta paura…… Crede che in un futuro potremmo incontrarci su un piano più….Come? Essenziale? Più serio? Forse più rispettoso di noi stessi e dell’altro, più attento all’esplorazione interiore di ciascuno dei due. Questo piano, forse solo tramite mail o forse telefono, desidererei lasciarlo aperto.

 

Lo stereotipo è che un abbandono è sempre un danno e un dolore lancinante. Anche se questo è vero si può imparare a cibarsi della propria malinconia e a considerare gli aspetti positivi del venir lasciati. Le domande da farsi sono “cosa ho dato e ricevuto in questi anni?”, “cosa ho imparato nella relazione che è appena finita?”, “cosa questa esperienza di abbandono mi sta facendo imparare di me?”, “che cosa è successo?”, “quali emozioni sto sperimentando?”

E qual è l’emozione che ci rimane dopo un abbandono oltre all’assenza? La paura di ritrovarci in uno stato di quiete, inerzia, in una mancanza di emozioni quasi atassicca, la perdita del senso della vita oltre che del senso di noi. Sarà invece necessario cercare un nuovo assestamento in cui si accetta di mettersi in gioco nell’incognita del presente, cosi come si possono rintracciare aspetti di noi che nel rapporto erano emersi o erano stati totalmente sopiti e che possono venir esplorati con maggiore attenzione. Da un amore finito si può anche ‘rinascere’, cioè possono nascere di nuovo parti di noi che ora coniugheremo solo per noi e che acquisteranno una valenza diversa e ci renderanno più capaci a maneggiare la vita.

 



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