Le ragioni razionali per lasciare e venir abbandonati sono tante, a volte plausibili altre volte pretestuose. “L’importante è che la giustificazione del lasciare abbia una componente in parte non detta - sostiene La Cecla[1] (pag.23) – Il lasciato, la lasciata lo sanno bene che c’è qualcosa che rimane nascosto, che lo stesso lasciante non sa….
Una buona parte delle ragioni del lasciare stanno in una zona oscura, da cui nessuna archeologia e nessuna capacità di predizione riesce a liberarle. Chi viene lasciato pensa che l’altro sappia più di lui/lei, nasconda qualcosa…
L’altro, l’altra che ci lasciano hanno le proprie ragioni che essi stessi non conoscono,” Molto più semplicemente, non dimentichiamo che anche nella più perfetta delle unioni può capitare che uno dei due cessi di amare l'altro o s'innamori di un'altra persona.
Non esiste una correlazione tra essere stati lasciati e mancanza di valore, lo abbiamo ripetuto in tutto questo scritto. E’ importante darsi il permesso di non sentirsi incapaci o di scarso valore perché l’altro è andato via, poter considerare che le relazioni passano, fluiscono, non restano uguali nel tempo e il dolore pure; che a volte chi si assume la responsabilità di troncare è colui/colei che si espone di più, che ha più fretta, non necessariamente chi ama di meno.
Credere che l’amore salvi la vita
Credere che l'amore sia "per sempre"
Credere che amore sia esclusivamente passione
Credere che l’amore si automantenga indelebilmente
Credere che ogni amore debba finire ineluttabilmente
Credere che esista una sola forma di rapporto, quello monogamico
Credere che l’abbandono subito sia una tragedia e uno smacco personale
Credere che le relazioni debbono andare male per aver diritto ad andarsene
Credere che sesso e amore coincidano
Credere che l’amore sia ordine, certezza e armonia
Avere in amore il mito della spontaneità
Avere il mito della spontaneità anche nel sesso
Credere che le donne dopo i cinquanta siano sentimentalmente da buttare via
Credere che se qualcosa va male nel rapporto è solo colpa dell’altro







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