E’ vero che il buon sesso è all’inizio facile, improvviso, privo di tensioni e disinibito. Un evento che ci travolge, malgrado noi, sull’onda del momento. “E’ ironico che in una società basata sulla volontà, cercare scientemente il sesso sembri banale e volgare. Ci imbarazza, come se stessimo facendo qualcosa di sconveniente.Quando i miei pazienti – scrive Esther Perel – ritornano nostalgici ai primi tempi, quando il sesso era ad accensione rapida, ricordo loro che, perfino all’inizio, la spontaneità era un mito. Tutto ciò che accadeva “al momento” era spesso frutto di ore, se non giorni di preparazione. Quale abito, quali argomenti di conversazione, quale ristorante, quale tipo di musica? Tutta quella pianificazione, tutta quella produzione immaginativa altamente dettagliata era parte della preparazione nonché parte dell’evento…
Il mio obiettivo è di aiutare a vivere la sessualità come una parte consapevolmente accettata ed entusiasticamente accolta della vita, qualcosa che richiede un impegno pieno. L’idea di pianificare è un ostacolo che molte coppie devono superare. Associano la pianificazione con l’agenda, l’agenda con il lavoro, il lavoro con il dovere. Spesso la terapia è un processo di smantellamento di queste convinzioni…
Ritengo che elementi fondamentali del desiderio come lo struggimento, l’attesa e la brama possano essere creati con premeditazione, anche nelle relazioni stabili”. Tutto il libro della Perel tenta di passare dalla sessualità, che anche gli animali hanno, all’erotismo inteso come sessualità trasformata dall’immaginazione, che implica coltivare l’eccitazione e ricercare con determinatezza il piacere, che cresce e cala, subisce eclissi periodiche e sparizioni intermittenti.
Come l’accurata preparazione di un buon pasto inizia con la scelta del menù, di cosa cucinare, prosegue con l’andare al mercato a comprare gli ingredienti più genuini e continua con la cura nella cottura dei cibi, un misto tra seguire ricette conosciute e improvvisare creativamente, cosi l’erotismo ha bisogno di attenzione e cura. Può essere uno stato presente, ma si palesa a tratti in maniera esplicita, non è lineare, accade, sembra sopirsi e riaccendersi poi.
Credere che l’amore salvi la vita
Credere che l'amore sia "per sempre"
Credere che amore sia esclusivamente passione
Credere che l’amore si automantenga indelebilmente
Credere che ogni amore debba finire ineluttabilmente
Credere che esista una sola forma di rapporto, quello monogamico
Credere che l’abbandono subito sia una tragedia e uno smacco personale
Credere che le relazioni debbono andare male per aver diritto ad andarsene
Credere che sesso e amore coincidano
Credere che l’amore sia ordine, certezza e armonia
Avere in amore il mito della spontaneità
Avere il mito della spontaneità anche nel sesso
Credere che le donne dopo i cinquanta siano sentimentalmente da buttare via
Credere che se qualcosa va male nel rapporto è solo colpa dell’altro







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