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Credere che l’amore sia ordine, certezza e armonia



amore e armoniaLa modernità imponeva le leggi e le regole, l’ordine nell’esistenza, inteso come chiarezza dei ruoli, classificazioni stabili, confini ben espliciti, suddivisioni morali, trasparenza. La postmodernità in cui stiamo vivendo invece, propone incertezza, indefinitezza, l’ambivalenza. Si tratta di un humus che si respira coll’aria, che emerge nelle trame relazionali, che permea i rapporti e gli incontri, le fluttuazioni e le incertezze.

Le storie sono difficili e l’incomprensione e la distanza fanno parte del gioco, sempre più si parla di rapporti umani frammentari e discontinui in lotta contro “i fili che legano” e le conseguenze di lunga durata, contro i doveri e obblighi permanenti (Bauman 1999). “Il mondo postmoderno si sta preparando a vivere una condizione di incertezza permanente e irresolubile” scrive il succitato autore “… cresce la confusione e l’attenuazione delle differenze tra normale e anormale, atteso e inaspettato, ordinario e bizzarro, domestico e selvaggio: familiare ed estraneo, “noi” e gli stranieri ” 

Un romanzo americano di questi ultimi anni Le correzioni di Jonathan Franzen[1] mi ha molto colpito in quanto, descrivendo la società statunitense della fine del secolo XX, oltre ad una incredibile solitudine e ad incontri a dir poco precari proponeva una costante oscillazione nelle scelte di genere pur non rinegoziando la definizione dei ruoli, per cui un ragazzo poteva flirtare con una ragazza in un momento e con un altro ragazzo il momento successivo.

Anche gli amori stabili sono sottoposti ad una serie di perturbazioni e di punti di biforcazione; ordine e disordine convivono nei rapporti amorosi, cosi come la capacità di tollerare il dubbio, il disamore, l’oscillare delle emozioni. La solitudine anche.

Bauman ci dice che in questo mondo postmoderno essere fuori posto è una strategia ragionevole: “dà ad ogni decisione il sapore di “fino a nuovo avviso”. Permette di lasciare aperte le opzioni. Permette di non ipotecare il futuro”.

Le forme dell’addio, effetti collaterali dell’amore, Castelvecchi Roma 2007

Sfoglia La posta del cuore, ha cura di Umberta Telfener
 
 
I PREGIUDIZI DELL'AMORE:

Credere che l’amore salvi la vita

Credere che l'amore sia "per sempre"

Credere che amore sia esclusivamente passione

Credere che amore sia fusione

Credere che l’amore si automantenga indelebilmente

Credere che ogni amore debba finire ineluttabilmente

Credere che esista una sola forma di rapporto, quello monogamico

Credere che l’abbandono subito sia una tragedia e uno smacco personale

Credere che le relazioni debbono andare male per aver diritto ad andarsene

Credere che sesso e amore coincidano

Credere che l’amore sia ordine, certezza e armonia

Avere in amore il mito della spontaneità

Avere il mito della spontaneità anche nel sesso

Credere che le donne dopo i cinquanta siano sentimentalmente da buttare via

Credere che se qualcosa va male nel rapporto è solo colpa dell’altro

Pensare che gli amori infelici “valgono di più”

[1] Jonathan Franzen, 2002, Le correzioni, Einaudi, Torino

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