Credere che l’amore si automantenga indelebilmente



innamoramento. amoreCredere che l’amore sia l’unico ingrediente in una relazione di coppia e che una volta dato si automantenga indelebilmente

Confidenza, stima, amicizia, un dialogo aperto, rispetto, capacità polemica, curiosità, divertimento comune, accettazione, attività condivise, le ‘azioni/emozioni’ che mi vengono in mente sono tante e non debbono necessariamente essere condite dall’intensità di un sentimento amoroso sempre attivo.

Una relazione è una oscillazione caotica tra idealizzazione e delusione, sensazioni di estasi e intensità si alternano con fastidio e senso di soffocamento. Momenti di crisi e distanza lasciano spazio a intimità e piacevolezza. All’amore si affianca una sensazione di familiarità, intesa come sensazione di sicurezza e di accoglienza, continuità e identità, indispensabili per ancorarci e per proseguire nella vita di coppia. Ma perché la coppia resti un luogo complesso e dinamico anziché un progetto formale privo di contenuti e di energia sembra necessario che i partecipanti vi investano, cioè investano sulla coppia e sugli individui (tutti e due) che la compongono.

 

Gianalfonso è un uomo che viene in terapia quando la moglie gli dice che si è innamorata di un altro e che intende separarsi. Alla domanda “come avete vissuto questi ultimi anni” lui confessa, mettendosi cenere sul capo, che non ha minimamente partecipato al menage e che tornava a casa per chattare, stare davanti al computer, non occuparsi di niente e riposarsi. Ammette anche che più di una volta la moglie lo aveva messo in guardia sulla possibilità che la relazione si sfaldasse ma lui credeva che l’amore durasse in eterno e che non avesse bisogno di carburante. “Finché morte non vi separi” era la sua idea, quella che aveva costruito già nell’infanzia; tra l’altro i suoi genitori litigavano terribilmente, non si rispettavano, eppure erano sempre rimasti insieme. Nella sua coppia almeno non c’era violenza né mancanza di rispetto reciproco, solo pigrizia. “Perché la sua storia stava andando diversamente?”

 

L’amore può trasformarsi poi da una tensione a due in un tipo di rapporto più inclusivo definito come passione civile - il lottare per ideali comuni nel sociale, come passione della conoscenza intesa come percorso spirituale di approfondimento, una dimensione spirituale con cui bilanciare il materialismo del nostro tempo. La ricerca spirituale intesa come la ricerca del rapporto tra sé e il mondo. E’ una via ardua - non ne possiamo parlare qua - perché impone di abbandonare l’intelletto e accogliere il mistero. E che cos’è l’amore se non la negazione della ragione?

Le forme dell’addio, effetti collaterali dell’amore, Castelvecchi Roma 2007

Sfoglia La posta del cuore, ha cura di Umberta Telfener
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I PREGIUDIZI DELL'AMORE:

Credere che l’amore salvi la vita

Credere che l'amore sia "per sempre"

Credere che amore sia esclusivamente passione

Credere che amore sia fusione

Credere che l’amore si automantenga indelebilmente

Credere che ogni amore debba finire ineluttabilmente

Credere che esista una sola forma di rapporto, quello monogamico

Credere che l’abbandono subito sia una tragedia e uno smacco personale

Credere che le relazioni debbono andare male per aver diritto ad andarsene

Credere che sesso e amore coincidano

Credere che l’amore sia ordine, certezza e armonia

Avere in amore il mito della spontaneità

Avere il mito della spontaneità anche nel sesso

Credere che le donne dopo i cinquanta siano sentimentalmente da buttare via

Credere che se qualcosa va male nel rapporto è solo colpa dell’altro

Pensare che gli amori infelici “valgono di più”