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Pregiudizi inevitabili, pregiudizi scomodi



Amore e pregiudiziVorrei proporre alcune convinzioni “errate” che non fanno altro che peggiorare il già difficile compito di amarsi, lasciarsi, volersi. Viviamo in un’epoca di cambiamento in cui  il contesto è ancora conservatore e sembra guidato da regole fisse, da idee difficili a morire.

Il testo che possiamo scrivere, ciascuno come vuole, sta invece diventando sempre più rivoluzionario e flessibile, nel senso che le regole soggettive non seguono leggi a priori, e ci lasciano una libertà di movimento infinita, sempre nel rispetto degli altri e della libertà di ciascuno.

Vediamo, di seguito, più da vicino alcuni tra i pregiudizi che possono far soffrire:

“Avevo acriticamente creduto, da quando ero piccola, che il rapporto tra un uomo e una donna fosse di tipo affettivo e salvifico e che fosse il legame più importante in assoluto. Ho vissuto con questa idea e mi sono focalizzata solo sull’altro, trascurando amicizie e interessi, anche il mio lavoro. Mi era stato detto cosi. Tra l’altro ho avuto la sfortuna di vedere il rapporto tra i miei che mi sembrava inossidabile (ho poi scoperto che si odiano) e pensavo che cosi fossero i rapporti. Ora ho capito che i bisogni affettivi sono miei e non sono congruenti con i rapporti come vanno.

Ho creduto in una cosa non casuale, in un progetto a due, per tutta la mia vita, mi sono consegnata ad una bolla di falsità. Sono stata ingannata. Ho riversato su un uomo ideale la speranza di qualcuno che mi avrebbe risolto tutti i miei bisogni, mi avrebbe risolto tutte le manchevolezze dei miei genitori. Pensavo ad una figura mitica – uomo, compagno, marito – che mi avrebbe ripagato di tutte le mancanze subite. Ho idealizzato questa figura e ci ho creduto fin ora, l’ho portata dentro di me. Era un mio bisogno, avevo bisogno di credere all’amore che salva.

Ogni minuto che questa intesa non si accendeva davo la colpa a me stessa e mi sforzavo ancora di più, sacrificavo i miei desideri, le aspettative e mi sforzavo di più, gli stavo ancora più dietro. Ho accettato troppe cose per mantenere il rapporto……Ora me ne sono accorta perché mi sono sentita sfruttata….. La risposta comunque non è stare soli, ma investire meno. Devo imparare a far diventare l’amore uno degli spicchi della mia vita, non l’unico. Lo devo imparare, ci devo riflettere sopra….” dice una paziente.

Le forme dell’addio, effetti collaterali dell’amore, Castelvecchi Roma 2007

Sfoglia La posta del cuore, ha cura di Umberta Telfener
 
 
I PREGIUDIZI DELL'AMORE:

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