L'amore fa paura, di Umberta Telfener

L’amore fa paura

L’amore fa paura. Perché è enormemente sopravvalutato come soluzione alla solitudine, perché implica mettersi in gioco, perché si pensa che si potrebbe soffrire troppo se l’altro ci lasciasse (le immagini che spesso vi si associano sono di tessuti lacerati e sanguinanti).

Paura è il nome che diamo alle nostre incertezze, alla nostra insicurezza che proiettiamo sull’altro, che facciamo diventare un nemico pericoloso.

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amore infelice

Pensare che gli amori infelici “valgono di più”

“Di un amore finito ti mancano anche i momenti brutti, anche le infelicità.” scrive Ivan Cotroneo[1] come se per sentirsi vivi fosse necessario soffrire.

A volte le storie assumono significato dal momento che qualcosa cambia in negativo: si introdurrà quella nota tragica che fa passare una storia ‘banale’ al rango di amore, per l’irrazionale e ancora diffuso pregiudizio che l’amore si alimenta di pathos: se c’è sofferenza allora c’è intensità.

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Amore età matura

Credere che le donne dopo i cinquanta siano sentimentalmente da buttare via

Con il passare degli anni diventiamo più tolleranti, ironici, adattabili, forse impariamo anche ad amare ‘meglio’, ad essere più sentimentali, meno difesi; come società invece sembra che impariamo ad avere più paura dell’amore, comunque a pensare che sia inutile oppure pericoloso.

Donne e uomini continuano a desiderare relazioni sentimentali e a desiderare sessualmente il partner anche in età avanzata, è obsoleta la convinzione che le donne in menopausa non abbiano più desiderio e che gli uomini si accompagnino a donne più giovani solo per paura della morte.

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avere-in-amore-il-mito-della-spontaneita

Avere in amore il mito della spontaneità

Mettersi in gioco significa sporcarsi le mani con il rapporto, in modo da far accadere ciò che si desidera e indagare le istanze che ci fanno comportare in un modo piuttosto che in un altro; significa domandarsi in che modo contribuiamo in prima persona a far accadere ciò che accade e quali istanze della nostra vita concorrono a far emergere le emozioni che emergono. Tutte e due le operazioni ci mettono in gioco direttamente, ci rendono comprimari di ciò che accade.

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amore e armonia

Credere che l’amore sia ordine, certezza e armonia

La modernità imponeva le leggi e le regole, l’ordine nell’esistenza, inteso come chiarezza dei ruoli, classificazioni stabili, confini ben espliciti, suddivisioni morali, trasparenza. La postmodernità in cui stiamo vivendo invece, propone incertezza, indefinitezza, l’ambivalenza. Si tratta di un humus che si respira coll’aria, che emerge nelle trame relazionali, che permea i rapporti e gli incontri, le fluttuazioni e le incertezze.

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Amore, innamoramento

Credere che ogni amore debba finire ineluttabilmente

Innamoramento, amore, passione, aggiungiamo desiderio: questi moti dell’anima si coniugano sempre con il decadimento? Questa convinzione sembra l’antitesi di quella sull’eternità, ma anche questa premessa può risultare patogena se portata avanti con convinzione assoluta (è meno frequente ma molto radicata e assolutamente inconsapevole). Vi sono poi persone che, per esperienze precoci, cercano la fuga in ogni piega della loro relazione e non permettono ai loro rapporti di decollare mai.

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innamoramento. amore

Credere che l’amore si automantenga indelebilmente

Credere che l’amore sia l’unico ingrediente in una relazione di coppia e che una volta dato si automantenga indelebilmente

Confidenza, stima, amicizia, un dialogo aperto, rispetto, capacità polemica, curiosità, divertimento comune, accettazione, attività condivise, le ‘azioni/emozioni’ che mi vengono in mente sono tante e non debbono necessariamente essere condite dall’intensità di un sentimento amoroso sempre attivo.

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Amore e passione

Credere che amore sia esclusivamente passione

“Cos’altro c’è a parte la passione e le sue vicissitudini?” si domanda Kureishi, l’autore anglo pakistano del bel libro My beautiful laundrette.
 
“L’amore-passione deriva da uno stato profondo di incompletezza e da una nostalgia di una simbiosi, che ci ricorda la fusione con il corpo della madre”- scriveFranco Nanetti[1]- proponendo il punto di vista opposto. Ho proposto due punti di vista assolutamente divergenti, tra i quali è necessario destreggiarsi.

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Credere che l’amore salvi la vita

Credere che l’amore salvi la vita

“Avevo acriticamente creduto, da quando ero piccola, che il rapporto tra un uomo e una donna fosse di tipo affettivo e salvifico e che fosse il legame più importante in assoluto. Ho vissuto con questa idea e mi sono focalizzata solo sull’altro, trascurando amicizie e interessi, anche il mio lavoro.Mi era stato detto cosi. Tra l’altro ho avuto la sfortuna di vedere il rapporto tra i miei che mi sembrava inossidabile (ho poi scoperto che si odiano) e pensavo che cosi fossero i rapporti. Ora ho capito che i bisogni affettivi sono miei e non sono congruenti con i rapporti come vanno.

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Amore e abbandono. Ritualizzare la fine

Amore e abbandono, rimedi: ritualizzare la fine

I riti servono a segnare le fasi di passaggio, i cambiamenti nello spazio e nel tempo. Sono riti i battesimi, i matrimoni, i funerali, ma anche le comunioni, le feste, le occasioni speciali che facciamo accadere per sottolineare un evento significativo. Nella nostra società non ci sono riti per la fine di un amore ed è un peccato che questo evento sia vissuto solamente nella sfera privata.

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Amore e abbandono: scivere per sè

Abbandono, i rimedi: Scrivere per sé, tenere un diario


“Tuttavia, se, mediante un atto di padronanza di scrittura, riesco a dire questa morte, allora io comincio a vivere”ricorda RolandBarthes[1].

Annotare le proprie emozioni e gli accadimenti che sono significativi, scrivere spesso, con regolarità, ogni sera, alzandosi se non si riesce a dormire, tiene occupati e permette di evadere dall’emozione per raccogliere le idee e seguire la consecutio dei fatti, inoltre ci permette di centrarci.

Scrivere lettere che si deciderà in un secondo tempo se inviare o meno, scrivere un diario che raccolga le nostre emozioni e descriva l’andamento della disperazione.

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Amore, abbandono, confrontarsi con gli amici

Amore, rimedi all'abbandono. Confrontarsi con gli amici

Ci si può far affiancare in questo periodo da una persona a noi cara che ci presti semplicemente ascolto, raccogliendo il nostro dolore e confrontando la nostra sofferenza con la sua presenza. Un amico solo oppure i nostri soliti amici, tanti?

Sono utili ambedue le figure, sia la comitiva, il solito gruppo che un interlocutore privilegiato, con cui ripassare al microscopio ogni momento della relazione, qualcuno che tolleri le nostre ripetizioni, la storia raccontata e riraccontata milioni di volte, che sia disponibile a stare al telefono per ore, a venirvi a raccogliere col cucchiaino in una giornata di festa, che proponga cose che voi detesterete e che rinunci ai progetti per ascoltarvi e ancora ascoltarvi.

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Rimedi all'abbandono. Centrarsi

Rimedi all'abbandono. Centrarsi.

E poi potremmo fare la stessa cosa con noi stessi: cosa ci piace di noi e cosa desideriamo cambiare? Ricordiamoci che siamo in un momento di mutamento forzato che può diventare mutamento volontario se noi, oltre subire la perdita, decidiamo attivamente alcuni cambiamenti rispetto alla nostra vita, ai nostri interessi, alle nostre priorità. Cogliamo l’occasione!

E’ necessario sviluppare un’intimità con se stessi, una zona privata che richiede attenzione, tolleranza e rispetto, uno spazio fisico, intellettuale ed emotivo che appartenga solo a noi, un giardino segreto.

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Abbandono, riflettere sulla relazione

Rimedi all'abbandono. Riflettere sulla relazione

“Se non avessi avuto questo amore, non avrei mai conosciuto l’amore, mi dico. Ma se non avessi avuto questo amore, non avrei nessun rimpianto, non ci sarebbe nessun ricordo capace di ferirmi cosi in profondità.

Se non avessi conosciuto questo amore, e dunque te, sarei più libera, oppure lo sarei meno? Forse semplicemente continuerei a non sapere niente dell’amore.

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rimedi abbandono, agire e fare cose

Rimedi all'abbandono. Agire, fare cose

 

La sofferenza per amore ci mette comunque in contatto con noi stessi, con chi siamo e con le cose che facciamo. E’ come se il tempo privilegiato del vivere diventasse, oltre al passato che ci procura ricordi dolorosi, il presente: siamo costantemente in contatto con le nostre sensazioni e quindi anche con il fare quotidiano. Si tratta, lo abbiamo già detto, di un momento che può essere creativo, evolutivo, in cui si è forzati a recuperare le caratteristiche individuali che si erano perse nella coppia.

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Amore finito

Abbandono. Accettare che l'amore sia finito

 

“Perché gli amanti sono quelli che amano, /quelli che si amano / e quando non sono insieme nella stessa notte / notte vuol dire “no” “te”/ si, notte / voleva dire / “no” / “te”/ E poi si è addormentata scrive Gemma Gaetani[1]

Accettare che l’amore è finito e che nel finire ci ha completamente disarmati: senza un'accettazione di ciò qualsiasi percorso è inutile.

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Rimedi abbandono, aspettare

Rimedi all'abbandono. Aspettare tempo

Aspettare tempo significa sapere profondamente che la sofferenza, il malessere, la sensazione di mancanza e il dolore che ne consegue (come le unghie di un gatto appeso al nostro cuore) passano e che se ci potessimo svegliare tra alcuni mesi staremmo fuori dal guado.

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  • Scritto da Umberta Telfener
Amore e abbandono, cosa fare?

Amore e abbandono: i rimedi

Si definisce "amorologa" in quanto interessata alle relazioni (sociali e personali), ai rapporti sentimentali e alle questioni di genere. Su questi argomenti ha scritto: Ho sposato un narciso, manuale di sopravvivenza per donne innamorate (Castelvecchi 2006) e Le forme dell'addio, effetti collaterali dell'amore (Castelvecchi 2007).
Umberta Telfener
, psicologa clinica e psicoterapeuta della coppia e della famiglia, si occupa di teoria dei sistemi e di teoria della conoscenza da circa trent'anni.

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amore e sesso

Avere il mito della spontaneità anche nel sesso

E’ vero che il buon sesso è all’inizio facile, improvviso, privo di tensioni e disinibito. Un evento che ci travolge, malgrado noi, sull’onda del momento. “E’ ironico che in una società basata sulla volontà, cercare scientemente il sesso sembri banale e volgare. Ci imbarazza, come se stessimo facendo qualcosa di sconveniente.

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amore, passione, sesso

Credere che sesso e amore coincidano

“Nel risolvere il nostro bisogno di amare, non sempre riusciamo a risolvere il nostro bisogno di desiderare”, scrive Alain De Botton (questo aspetto lo abbiamo preso in considerazione nel paragrafo dei diversi tipi di attaccamento, capitolo cinque).Il desiderio si nutre della mancanza come tendono a pensare molti uomini che scrivono sull’argomento?

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  • Scritto da umberta telfener
Amore e pregiudizi

Pregiudizi inevitabili, pregiudizi scomodi

Vorrei proporre alcune convinzioni “errate” che non fanno altro che peggiorare il già difficile compito di amarsi, lasciarsi, volersi. Viviamo in un’epoca di cambiamento in cui  il contesto è ancora conservatore e sembra guidato da regole fisse, da idee difficili a morire.

Il testo che possiamo scrivere, ciascuno come vuole, sta invece diventando sempre più rivoluzionario e flessibile, nel senso che le regole soggettive non seguono leggi a priori, e ci lasciano una libertà di movimento infinita, sempre nel rispetto degli altri e della libertà di ciascuno.

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