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Che bella giornata, Zalone affascinato dal femminile

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Che bella giornata, Zalone affascinato dal femminile"Che bella giornata" è un film di Gennaro Nunziante (2011), con Checco Zalone, Tullio Solenghi, Rocco Papaleo. Proiettato in 48 sale solo a Roma, è un film che sta avendo molto successo.

Per curiosità su cosa faccia ridere noi italiani sono andata a vederlo, aspettandomi un grande divertimento. Il primo tempo mi ha lasciato abbastanza fredda, meglio il secondo in cui si sviluppa la storia tra Checco, addetto alla sicurezza del Duomo di Milano e Farah, ragazza megrebina che insieme a suo fratello vorrebbe far saltare la Madonnina, mettendoci una bomba.

Come potevamo presupporre non è la storia che conta ma il personaggio che regge costantemente la scena e che neppure un momento si mette nello sfondo.

Cafone, ingenuo, un po’ surreale, sempre sopra le righe e assolutamente certo di sé e delle sue azioni, rappresenta l’usuale abuso del ruolo, tipico del malcostume italiano. Ambizioso, dilettante, incapace di apprendere, vanesio, pronto a lodarsi e a vantare le proprie gesta, incurante degli altri, autoreferenziale, vive nel mondo di oggi dove è più importante farsi raccomandare che studiare e dove conta apparire in televisione e ingraziarsi gli altri che contano.

Anche le preghiere vengono usate per scopi mondani, per ottenere un posto a Checco, appunto, aiutato da un viscido ed effemminato cardinal Rosselli (Solenghi, molto bravo) impegnato a gestire il sociale come fosse il salotto di casa sua. Naturalmente Farah si accorge subito dell’ingenuità del gradasso e decide di utilizzarlo come aiutante involontario per mettere a segno il colpo che deve riscattare i genitori, morti in un attentato.

Ma è il sapore tenero e avvolgente che il film lascia nello spettatore il valore aggiunto della pellicola. La sicumera della guardia giurata si incrina nella relazione con Farah. Zalone, per amore di lei, esce dai soliti schemi ripetitivi e mostra aspetti insoliti del suo personaggio: sorrisi, incertezze, delicatezze, attese, ritrosie, un rispetto che non aveva per il resto del mondo, un’ironia più delicata e sottile, un animo candido e bisognoso di amore, che fa un po’ innamorare anche gli spettatori.

Un lato delicato e stupito dei sentimenti che fa onore al personaggio e rivaluta la relazione tra maschi e femmine, non usualmente rappresentata così dal cinema comico italiano.

Per questo la donna gli salverà la vita, consapevole della delicatezza con cui lui la approccia, del rispetto che prova per lei.

Affascinato dal femminile, può mettere in stand-by la propria grossolanità e la sete di arrivare alla ribalta di qualsiasi palcoscenico. Tenero atteggiamento cui non siamo più abituati in un mondo dove regna un eccesso di difesa.