Oggi ho visto Shame il film di Steve McQueen, con Michael Fassbender e Carey Mulligan presentato al Festival di Venezia (2011), coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile. Un film sulla dipendenza amorosa e sessuale, due lati di una stessa medaglia. Brandon e la sorella Sissy sono legati da un filo doppio e da un passato probabilmente tragico e molto violento rispetto al quale non ci verrà svelato nulla.



Se su Google si digita “passione” vengono fuori pagine e pagine di emozioni abbinate al calcio, l’unica passione degli italiani. Vi voglio parlare di un’altra passione, quella per una città d’Italia e per la sua musica. Un soffio di aria fresca, una boccata d’ossigeno.
Vi vorrei parlare di questo libro in quanto mi ha presa come grande storia d’amore intensa ed erotica, che non è però trattata alla solita maniera. O meglio, la storia è il solito copione di questi tempi: i maschi dettano le regole, le donne attendono e soffrono e si fanno ferire, in questo caso addirittura si paralizzano e riempiono il corpo di pustole e piaghe… ma c’è anche dell’altro.
L’amore fa paura. Perché è enormemente sopravvalutato come soluzione alla solitudine, perché implica mettersi in gioco, perché si pensa che si potrebbe soffrire troppo se l’altro ci lasciasse (le immagini che spesso vi si associano sono di tessuti lacerati e sanguinanti).
Ci sono due vie per vivere la vita: la natura e la grazia. E da questa dichiarazione partono i due film in uno di Terrence Malyk, The tree of life, attualmente a Cannes con Brad Pitt, Sean Penn e Jessica Chastain.
Dottoressa sono disperata, 22 anni di amore complicita', problemi sempre risolti insieme, poi dopo una crisi di lavoro, ancora in corso, lui dice che non ha piu' certezze, mette in discussione il suo amore per me, innalza un muro dove io non posso avvicinarmi, ho il sospetto ci sia un'altra, gli ho detto che se e' cosi' lo lascio andare, ma lui piange disperato chiede tempo ma non fa nulla per recuperare il rapporto, io ho cercato e cerco di stargli vicino, ma lui mi blocca, mi sento umiliata e ferita.... non so che fare, mi consigli la prego.. grazie
Uomini che affascinano e feriscono, sempre più intelligenti della media, sensibili, seduttivi, grandiosi e improvvisamente depressi e inadeguati.
“Di un amore finito ti mancano anche i momenti brutti, anche le infelicità.” scrive Ivan Cotroneo
Come e perché ci si innamora, come curare i mali d'amore, come far convivere il fuoco della passione con il tepore del focolare: "Ama e non pensare", scritto con l'immediatezza e l'intensità tipiche di Morelli, offre un punto di vista nuovo e illuminante, una ricetta semplice ed efficace per vivere al meglio tutti gli aspetti della propria vita amorosa.
Con il passare degli anni diventiamo più tolleranti, ironici, adattabili, forse impariamo anche ad amare ‘meglio’, ad essere più sentimentali, meno difesi; come società invece sembra che impariamo ad avere più paura dell’amore, comunque a pensare che sia inutile oppure pericoloso.
Si dice bellezza del somaro la forza e l’intensità che trasuda dalle persone giovani. In questo caso è il titolo di un film (2010) diretto e interpretato da Sergio Castellitto (Marcello, architetto) e scritto dalla moglie Margaret Mazzantini.
di Umberta Telfener
Mettersi in gioco significa sporcarsi le mani con il rapporto, in modo da far accadere ciò che si desidera e indagare le istanze che ci fanno comportare in un modo piuttosto che in un altro; significa domandarsi in che modo contribuiamo in prima persona a far accadere ciò che accade e quali istanze della nostra vita concorrono a far emergere le emozioni che emergono. Tutte e due le operazioni ci mettono in gioco direttamente, ci rendono comprimari di ciò che accade.
Il cigno nero, The black swan (2010), regia di Darren Aronofsky nominato per cinque Academy Awards, vincitore di un Golden Globe e fischiato a Venezia nel 2010. Film psicologicamente raffinato, tratta dell’integrazione tra parti di sé.


