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WSJ, Merkel telefonò a Napolitano: sostituisci Berlusconi

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WSJ, Merkel telefonò a Napolitano: sostituisci Berlusconi Il sito web del Wall Street Journal pubblica oggi un articolo in cui si parla dell'Italia, o meglio delle pressioni che sarebbero state esercitate dalla cancelliera tedesca Angela Merkel sul presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Pressioni che poi avrebbero portato all'avvicendamento tra Berlusconi e Monti. Si parla di una telefonata avvenuta in ottobre tra la Merkel e il Capo dello Stato.

Già ieri Mario Monti era tornato sui convulsi giorni della caduta di Berlusconi e della sua nomina a senatore a vita, quel 9 novembre, giorno del picco storico dello spread.

Oggi su questo scenario torna, con un'inchiesta da Roma, Berlino e Bruxelles, il Wall Street Journal, il quotidiano finanziario di Rupert Murdoch.

Citando fonti autorevoli e documenti, il quotidiano americano parla di una telefonata tra Angela Mekel e Giorgio Napolitano, il 20 ottobre. La cancelliera tedesca avrebbe detto di temere che Berlusconi non fosse sufficientemente forte per rispettare gli impegni presi con l'Europa e che la crisi italiana potesse portare a fondo l'euro.

Napolitano, secondo il quotidiano americano, avrebbe risposto dicendo di non essere rassicurato dalla forza parlamentare di Berlusconi e avrebbe cominciato a sondare i partiti per un possibile scenario alternativo.

Sullo sfondo le misure stringenti richieste all'Italia dalla BCE in agosto. Più concorrenza, riforma delle pensioni e del mercato del lavoro, meno burocrazia e tagli al debito.

Secondo i partner europei, dopo un'estate trascorsa a negoziare con Tremonti e a trattare con la Lega, Berlusconi non era più in grado di rispettare quelle richieste.

I Wall Street Journal ricostruisce poi il precipitare della crisi. Napolitano chiede a fine ottobre di verificare la fiducia della maggioranza. Al G8 di Cannes, il 3 novembre, i partner europei spiegano a Berlusconi che l'Italia rischia di essere tagliata fuori dai mercati. Il premier si assopisce.

L'8 novembre Berlusconi perde la sua maggioranza alla camera, il 9 Napolitano telefona Monti e gli annuncia la nomina a senatore a vita, il 12 Berlusconi si dimette e il 13 Monti è incaricato di formare il nuovo governo.

Il Quirinale in una nota ha fatto presente che in quella telefonata del 20 ottobre, per niente segreta, Angela Merkel "non pose alcuna questione di politica interna italiana, né tanto meno avanzò alcuna richiesta di cambiare il premier".


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