Mentre sulla manovra cresce la tensione con le toghe, il governo pensa come soccorre le imprese. Dal vertice del G20 il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, fa sapere che il governo pensa ad una misura straordinaria per la libertà d'impresa. Si tratta di una modifica costituzionale che porti alla sospensione per due o tre anni delle autorizzazioni per le piccole e medie imprese e annuncia che la proposta finirà sul tavolo del G20 e dell'Ecofin di lunedì.
La replica del leader Pd, Pierluigi Bersani, è immediata e tagliente: "E' l'ennesimo diversivo. Con l'articolo 41 della Costituzione si possono fare tutte le semplificazioni che si vogliono per l'economia e le imprese. Invece di scomodare la Costituzione il governo si dia da fare per avviare le procedure di semplificazione".
La manovra intanto divide guardasigilli e toghe. "Lo sciopero dei magistrati è uno sciopero politico", accusa Angelino Alfano. Per il ministro il governo chiede ai magistrati un sacrificio così come lo chiede alle altre componenti del Paese, ma Alfano riconosce che i tagli imposti ai giovani magistrati sono troppo onerosi.
Le parole di Alfano vengono raccolte con freddezza dal sindacato dei magistrati. "Lo sciopero non ha nulla di politico, noi protestiamo contro una manovra che appare ingiustamente punitiva nei confronti dei magistrati. Ingiusta ed iniqua soprattutto nei confronti dei più giovani", spiega Giuseppe Cascini dell'Anm.
Il segretario Pd Bersani contesta che la manovra fosse inevitabile, come spiegato da Tremonti e Romano Prodi boccia il decreto correttivo perché di corto respiro: "Si sacrificano situazioni del presente, ma soprattutto non si scommette nel futuro".
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