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Tredicesime: retromarcia del governo, la strategia del "refuso"

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Tredicesime: retromarcia del governo, la strategia del "refuso" Sulle polemiche e sulle tensioni per i tagli alle tredicesime di polizia, vigili del fuoco, pm e altre categorie del pubblico impiego, intervene direttamente Silvio Berlusconi che smentisce: "Nella manovra non ci sarà alcuna riduzione della tredicesima".

Capitolo che dunque sembra chiuso con la protesta che ha caratterizzato lo scenario politico di queste ultime ore. Protesta su alcuni emendamenti arrivati dalla Commissione Bilancio al Senato con il relatore del Pdl Antonio Azzollini.

Subito i primi malumori con i sindacati delle Forze dell'ordine, ma poi anche all'interno del governo e della stessa maggioranza.

Azzollini ha voluto specificare così l'impianto dell'emendamento in questione: "Si potrà decidere se si ritiene di congelare gli scatti o di non congelare gli scatti, e quindi di avere gli aumenti riducendo la tredicesima. Questo dipenderà da un accordo tra i sindacati ed il governo, il che significa aver dato un'opzione in più".

Queste, invece, sono le parole del ministri Ignazio La Russa: "Io e Marroni abbiamo chiarito sin dal primo momento che non vi è mai stata alcuna possibilità di un taglio della tredicesima degli addetti al comparto sicurezza".

Certo, in questa manovra, quello che sembra profilarsi all'orizzonte è il governo della 'marcia indietro', o meglio del 'refuso', concetto introdotto dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi.

Prima sul blocco degli scatti di anzianità. Il ministro Tremonti blocca quelli del pubblico impiego, poi ci ripensa e il provvedimento non sarà applicato alla scuola.

Ricordiamo poi i provvedimenti relativi alla lotta ai falsi invalidi che finiscono per colpire anche quelli veri. Altra retromarcia del governo sulla soglia per l'invalidità.

Poi il "senatore dei condoni", Paolo Tancredi, in compagnia di Gilberto Pichetto e Cosimo Latronico, tutti ovviamente del Pdl, propone nuove sanatorie edilizia e fiscale. Insomma altri colpi di spugna che offendono i cittadini onesti. Anche in questo caso il governo ingrana la retromarcia. Questa volta il Tancredi aveva davvero esagerato nel proporre un condono edilizio esteso alle aree protette.

Poi è la volta delle pensioni. Protagonista ancora il senatore Azzollini: "Non bastano 40 anni per andare in pensione". Segue una levata di scudi e dopo un po' Sacconi è costretto a correre ai ripari: "E' un refuso".

La riflessione sgorga copiosa e spontanea: ci sono o ci fanno? furbastri o distratti?

MD
 


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Commenti (1)

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un refuso tira l'altro, ma questi ci provano veramente...........dopo quasi 40 anni di turni lavorando anche di notte, mi sento dire che 40 anni di contributi non bastano..........però è un refuso...........scusate ma sono fusi loro che ci provano?......a sentire loro dovremo lavorare fino a due giorni prima di morire........se così va bene!!!!!!!!!!!!!!
valter , luglio 04, 2010

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