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Sindacati rompono con il governo Monti, Camusso: "manca equità"

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Sindacati rompono con il governo Monti, Camusso: "manca equità"Oggi è stato il giorno dello sciopero generale, ieri è andato male il faccia a faccia tra i leader sindacali di Cgil, Cisl e Uil. Monti ha ribadito, data la gravità della situazione economica, l'impossibilità di andare incontro alle loro richieste.

Assai deludente l'incontro per i sindacati, confermato lo sciopero contro la manovra che continuano a giudicare iniqua e ingiusta.

La cura è troppo pesante e le medicine rischiano di ammazzare i pazienti. Questa è per i sindacati la manovra di Monti. Confermano quindi un no forte che oggi si è tradotto in tre ore di sciopero in tutta Italia.

Il malato è grave, anzi gravissimo. Bisogna operare, tagliare senza possibilità di consulto, cioè di concertazione. Di fatto questa la diagnosi invece del governo confermata ieri sera da un comunicato di Palazzo Chigi che parla di una situazione di estrema emergenza.

Le due ore di faccia a faccia di ieri notte tra governo e leader di Cgil, Cisl e Uil sono dunque servite a poco. L'incontro è stato certamente un gesto di attenzione da parte del governo, ma non ha portato passi avanti, secondo i sindacati, sulla via dell'equità.

"Oggi - dice la Camusso in conferenza stampa - abbiamo fatto la valutazione sul tasso di non equità di questa manovra".

Oggi presidii in tutta Italia, il 19 lo sciopero del pubblico impiego, poi si vedrà. I sindacati annunciano una stagione di lotta e di mobilitazione, non ci stanno a prendere atto della morte della concertazione su materie come le pensioni o le tasse sulla casa.

Il governo intende consultarli su un altro tema delicatissimo, quello della riforma del mercato del lavoro, della nuova disciplina sui licenziamenti. Ma ai sindacati non va di vedersi così ridimensionati, non va alla Camuso che guida la Cgil e che da sola ha macinato sciopero generale su sciopero generale contro il governo Berlusconi.

Non va ad Angeletti e Bonanni che invece si consideravano, e venivano considerati, interlocutori privilegiati dell'ex ministro Sacconi.

Le premesse sono diverse ma la conclusione la stessa, l'unione può fare la forza. Ecco perché Cgil, Cisl e Uil tornano in piazza insieme per la prima volta, dopo sei anni, contro una manovra economica.


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