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Sicurezza: arrivano le ronde nere

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Ronde nere: una scena dei Blues brothers

Domenica 13 giugno a Milano si parlava solo di “ronde nere”.  Sembra che siano più di 2.000 in tutta Italia, pronti ad indossare una divisa per "collaborare con le autorità contro la delinquenza".

Sono le "ronde nere": camicia kaki, cappello con aquila imperiale romana, una fascia nera al braccio con impressa la "ruota solare" e pantaloni grigi. Sono i volontari della Guardia nazionale italiana, pronti a pattugliare le strade 24 ore su 24, che si aggiungeranno alle ronde padane, non appena sarà approvato dal Senato il disegno di legge sulla sicurezza.

L’iniziativa è stata presentata nel corso del convegno nazionale del Movimento sociale italiano-Destra italiana, che fornisce supporto logistico e finanziario e mette a disposizione le risorse per il progetto.

Iniziative come quella delle cosi dette ronde nere a Milano sarebbero impossibili se fosse in vigore il disegno di legge sulla sicurezza. Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni. "Il nostro ddl - ha spiegato Maroni - impedisce le ronde fai da te. Si prevede infatti che sia il sindaco a decidere di avvalersi delle associazioni di volontari; queste ultime devono essere inoltre iscritte in un registro e passare al vaglio del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza. Tutto il resto – ha aggiunto - è folklore o strumentalizzazione politica".

Certo che oltre al ministro avremmo gradito anche informazioni da qualche tg e che almeno qualche giornale avesse parlato della Guardia Nazionale Italiana. 
 

una scena tratta dal film The Blues brothers

Dietro alla GNI c’è Gaetano Saya che vanta un curriculum ricco ed inquietante. Rinviato a giudizio nel 2004 a Milano per un sito con idee fondate "sull'odio razziale". Arrestato nel 2005 nel corso di una inchiesta sulla Dssa, una struttura che, secondo Digos e Procura di Genova, cercava di accreditarsi come un servizio segreto parallelo. Amico di Licio Gelli, sul suo sito personale mostra una dedica del “maestro venerabile” della Loggia P2.

Lo abbiamo cercato su Wikipedia che riporta il seguente messaggio: Attenzione: questa pagina è stata oscurata e bloccata a scopo cautelativo a seguito di minaccia di azioni legali contro i redattori della voce e/o Wikimedia. Verrà eventualmente ripristinata alla fine della vicenda che la riguarda”. Cosa c’era in quella pagina che non può essere letto?

A questo genere di persone dovrebbe essere affidata la "sicurezza" delle nostre città? Per il momento incassiamo le rassicurazioni governative, ma il fenomeno si sta allargando.

Ormai siamo al delirio. Se i fascisti formano le loro ronde, a sinistra si discute sulla proposta per la costituzione della Milizia comunista italiana”. Sul portale Indymedia alcuni gruppi autonomi rivolgono un appello “a tutti i militanti della sinistra extraparlamentare” con il fine di costruire un’organizzazione che si contrapponga a quella fascista. “Non possiamo permetterci di stare a guardare”, si legge nell’appello che richiama al “dovere dei comunisti e degli antifascisti di avere una propria Milizia che svolga un compito di ‘vigilanza democratica’ per evitare le tristi degenerazioni che conosciamo bene”.

Sicurezza: arrivano le ronde nere

Questa storia delle ronde innescata dal governo si è trasformata in una carnevalata tutta italiana. Divise, simboli fascisti, scarponi militari, berretti con l’aquila imperiale e la tesa alta da Gruppenführer nazista. A cosa assisteremo? A “guerre di ronde” che si contengono pezzi di territorio? Quelle nere, quelle rosse, quelle musulmane, quelle cattoliche e quelle dei figli dei fiori. E la polizia, starà a guardare?

Comunque il 14 giugno le divise color kaki con lo stemma dell'aquila imperiale e la fascia nera al braccio hanno attirato l'attenzione della Procura di Milano. A meno di 24 ore dalla presentazione milanese della Guardia nazionale italiana, infatti, il procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro, capo del pool anti-terrorismo, d'intesa con il procuratore Manlio Minale, ha incaricato gli agenti della Digos di compiere accertamenti su questa nuova formazione che intenderebbe affiancare le forze dell'ordine nel controllo del territorio.

Ancora non ci sono indagati, né una precisa ipotesi di reato, anche se potrebbe configurarsi una violazione della Legge Scelba del '52 che punisce l'apologia e la tentata ricostituzione del partito fascista.

Pasquale Zenga



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