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Scudo fiscale: un altro regalo

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altQuando si analizzano soluzioni a favore delle classi sociali medio basse o si deliberano interventi che riguardano opere pubbliche a carattere sociale, il governo utilizza tutto il tempo massimo disponibile per la decisione finale e cerca il contributo dell’opposizione per rendere il decreto gradito all’opinione pubblica, infiocchettando anche il tutto con parate teatrali televisive e giornalistiche,...e non sempre si approvano!

Mentre, se il decreto riguarda provvedimenti a favore di grossi personaggi del mondo finanziario italiano o società che fanno parte dell’hinterland nazionale, allora la maggioranza si compatta, ritrova la sua identità, si isola e forte del suo attuale potere, dimentica la collaborazione di tutte le forze politiche dell’opposizione e delibera rapidamente.

Questo sta succedendo con lo scudo sociale, dove per la sua approvazione governo e maggioranza stanno tentando un blitz dell'ultima ora.

L’obiettivo è quello di rendere più credibile la sanatoria che si vuole mettere in atto, evitando alla magistratura di poter utilizzare l’eventuale adesione alla sanatoria come prova certa nei confronti di tutti coloro che hanno in corso procedimenti penali, come la bancarotta o il falso in bilancio.

Senza entrare nel merito degli emendamenti mossi dall’opposizione, ma che in effetti hanno poca possibilità di essere accettati dalla maggioranza, vediamo cosa produrrebbe il decreto realmente nella vita sociale di tutti i giorni.

Ci serviamo della dichiarazione di Luigi Zanda del PD per chiarire le finalità del decreto: «Lo scudo fiscale, nato come discutibile operazione per far cassa, si rivela un vero e proprio condono tombale architettato con ipocrisia parlamentare», accusa il vicepresidente dei senatori del Pd Luigi Zanda. «La norma originaria prevedeva sostanzialmente la possibilità di rimpatriare senza alcuna penalità i capitali occultati all'estero in maniera illegale. Adesso il governo, attraverso l'emendamento pilotato di un senatore cui ha ovviamente dato parere favorevole, connette allo scudo una revisione di ogni fattispecie di reato penale, tributario e societario commesso dagli esportatori di valuta.” E poi prosegue:” Tutto questo va ad aggiungersi alla totale garanzia di anonimato che impedisce anche alla Guardia di Finanza di conoscere i nomi delle persone che beneficiano dello scudo e della sanatoria. Una vergognosa copertura al malaffare».

Per capire dove ultimamente sono affluite grandi somme di denaro pubblico, elenchiamo i meritevoli di cotanta attenzione governativa.

Ferrovie dello Stato
“…le Ferrovie dello Stato, grazie alla politica del "francescano" Mauro Moretti, hanno sfiorato il pareggio solo nel 2008, ma i debiti accumulati sono 9 miliardi di euro e gli  interessi passivi 400 milioni di euro all’anno. Secondo, l’ultima relazione della Corte dei conti, sul bilancio dello Stato sono già stati caricati 40 miliardi di euro. - g.a.” by Famiglia Cristiana n. 5 del 1/2/2009 - Viaggiatori di 2a classe.

Il caso Alitalia
Sono trascorsi nove mesi dall’avvio della nuova compagnia aerea e ripensare alla vecchia struttura societaria c’è da farsi venire i brividi. La defunta compagnia è costata ai contribuenti negli ultimi dieci anni cinque miliardi e 187 milioni di euro. E ha pagato anche chi non ha mai preso un volo Alitalia. Gli storici ci ricordano che negli ultimi venti anni, Alitalia ha chiuso diciannove esercizi in perdita e uno in utile.

Fiat
Sergio Marchionne
in una intervista “ideata” dal “gruppo” per le richieste Fiat, ha confermato gli obiettivi per l'intero 2009, senza dare nessuna informazione sull’andamento delle vendite auto italiane a settembre 2009. “Lui” scherza dicendo che il motivo di questa mancata notizia è di non portare jella; solo che scorda di essere un amministratore di una grande azienda e quindi ha il "dovere" di ufficializzare i suo dati, specialmente se richiede finanziamenti pubblici.

Per contro, chiede ancora di ricevere per il 2010 gli incentivi all'auto e la decisione di non rinnovarli da parte governativa «avrebbe un impatto piuttosto disastroso sul livello occupazionale in Italia».Questo è una forma di ricatto ed allora rammentiamo la notizia, confermata dai vertici dell’amministrazione fiscale, in merito all’indagine dell’Agenzia sul "tesoro" degli Agnelli, che risulta aperta in seguito alle notizie diffuse dagli stessi eredi sulla esistenza di beni all’estero per un importo pari ad un miliardo e 950 milioni di euro. (ANSA - direttore Attilio Befera).

ecc…ecc…ecc…

E’ bene ricordare che i consumi in Italia sono al minimo storico a causa di salari bassi e grande sfiducia. Per contro molti imprenditori per mantenere i loro profitti fanno ricorso al denaro pubblico. Questa situazione porta lo Stato a ricevere, in proporzione, meno entrate fiscali e di conseguenza ha un enorme bisogno di effettuare tagli alla spesa pubblica, generando un collasso nella crescita di servizi e strutture sociali.
Se si desidera che la ripresa in Italia sia reale, vanno individuati gli errori fatti. Per esempio non si possono sovvenzionare con denaro pubblico sempre le stesse grosse aziende, detassare le fasce dei contribuenti più ricchi ed allo stesso tempo pretendere che i conti pubblici quadrino. E poi, per interessi politici, non si possono promettere tagli alle tasse senza pensare al debito pubblico italiano che è il più alto in Europa, generando nel nostro Paese lo spettro del collasso economico.

Pasquale Zenga
Turismo in Sicilia by wwww.costierabarocca.it



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