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Scontri: si alla fermezza, ma non alla linea dura di Maroni

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Scontri: si alla fermezza, ma non alla linea dura di MaroniChe ci voglia fermezza, su questo sono tutti d'accordo, ma con i dovuti distinguo. Nessuno nega che servano maggiori tutele per i poliziotti e misure più incisive ma, ad esempio, il fermo preventivo ipotizzato presenta scogli tecnici da superare, difficoltà pratiche anche per il Daspo.

Concretamente, come si può controllare un manifestante diffidato dallo scendere in piazza?

Poi c'è il capitolo fideiussioni, ovvero una cauzione prima dei cortei a garanzia economica per riparare eventuali danni. Ed è a questo proposito che si scatenano le critiche dei no global e dei movimenti studenteschi che parlano di legge di liberticida.

La proposta non piace neanche lavoratori. Enrico Panini, segretario Cgil, invocando il diritto democratico di manifestare, respinge ogni ipotesi.

Critico nei confronti del ministro Maroni è anche il sindacato di destra, l'Ugl. "L'idea non ci piace, nei nostri cortei non è mai successo nulla e i sindacati hanno il loro servizio d'ordine" dice il segretario generale Centrella.

Poi c'è la Fiom, il sindacato dei metalmeccanici della Cgil che si prepara venerdì a tornare in piazza a Roma per lo sciopero generale dei lavoratori di Fiat e Fincantieri. "Se passasse la norma di Maroni - dice il segretario generale Maurizio Landini - si permetterebbe di manifestare solo a chi ha i soldi".

Dopo i divieti imposti dal sindaco Alemanno, la Fiom cambia il percorso. Le tute blu dovrebbero sfilare oltre i confini del centro storico, da piazzale Flaminio a viale Mazzini dove c'è la sede della Rai.


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