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Ru486: il Grassi frena, la Polverini blocca la pillola nel Lazio

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Ru486: il Grassi frena, la Polverini blocca la pillola nel Laziodi Mauro David

Renata Polverini
ce l'ha fatta, ha bloccato la Ru486 nel Lazio. Lindo Zarelli, direttore sanitario dell'Ospedale G. B. Grassi di Ostia: "In questo ospedale non si effettueranno più interruzioni di gravidanza con la Ru486 fino a che il governatore non darà l'elenco delle strutture autorizzate".

Parole che segnano la disfatta di chi aveva tentato di rispettare il diritto delle donne, come previsto dalla legge 194, ad usufruire delle “tecniche più moderne, più rispettose dell'integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l'interruzione della gravidanza”.

Ma facciamo il resoconto di queste ultime ore.

Prima le linee guida regionali non ci sono e l'Ospedale G. B. Grassi di Ostia fa da apripista alla somministrazione della Ru486. Poi la notizia si diffonde. Nella Regione Lazio, amministrata ora da Renata Polverini, avviene (ieri) il primo aborto farmacologico con la pillola abortiva. Che oltraggio, proprio nella Capitale, la città eterna, quella che ospita il Vaticano.

Nascono le polemiche sui ritardi della Giunta regionale di centrodestra che, costretta a rincorrere gli eventi, in poche ore approva le linee ed un protocollo operativo. La Ru486 può essere somministrata solo con tre giorni di ricovero obbligatorio, ma prima di tutto è necessario che vengano individuate le strutture sanitarie 'idonee' e che l'Asp faccia una rilevazione del fabbisogno di letti da dedicare esclusivamente all'interruzione di gravidanza con la Ru486.

Quindi, in attesa che tutto questo venga eseguito, la disposizione è quella di aspettare e non fare nulla. La 'trovata' della Regione Lazio ha il sapore di una minaccia piuttosto efficace. Infatti la Giunta non si è limitata semplicemente all'emanazione di 'linee guida', che hanno il valore di indirizzi generali e che possono essere non rispettati, ma ha prodotto un bel 'protocollo operativo'.

Quest'ultimo potrebbe avere un valore giuridico, essere vincolante ed è meglio rispettarlo. Non a caso la Polverini ha commentato: "Il Grassi doveva aspettare. Mi auguro che non succeda nulla, ma se accadesse qualcosa ognuno si assumerà le sue responsabilità perché non vorrei mai trovarmi in una Regione in cui, se accadesse qualcosa, non sapremmo con chi prendercela".

L'intimidazione è chiarissima.

Audace ci piace, ma fino ad un certo punto. Così l'ardire del G. B. Grassi di Ostia, spuntato come un fiore in una pietraia, avvizzisce perché calpestato da chi tutto ha a cuore, tranne i diritti della donna.

Non c'è che dire, bravissima la Polverini che con la scusa di proteggere le donne le espone ai rischi di un intervento chirurgico.

Non possiamo poi che lodare la scelta dell'ex sindacalista, quella di spendere denaro pubblico per obbligare la donna ad un costoso ricovero. Così la politica decide sostituendosi al medico ed alla paziente. Ricordiamolo, la Ru486 viene utilizzata da oltre 20 anni e milioni di donne l'hanno assunta.

Non potremmo spendere i nostri soldi per prevenire l'aborto, che non piace a nessuno, magari con una bella campagna sull'uso dei sistemi contraccettivi? Ops, chiediamo scusa, il Vaticano non vuole.

Ma allora perché non utilizzarli per sostenere la maternità o per migliorare l'opera dei Consultori.

Ma forse è troppo dalla parte delle donne, ma in questo caso la presidente Polverini dovrebbe spiegarlo soprattutto alle sue elettrici.
 


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Commenti (2)

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".....il Vaticano non vuole"..., non vuole una campagna che diffonda l'uso dei contraccettivi e che diminuirebbe di conseguenza il ricorso all'interruzione di gravidanza.Scritto così sembra quasi una battuta, sembra incredibile ma invece è proprio così.Ai nostri ragazzi nelle scuole in 13 anni di scuola vengono fatte 6 ore di educazione sessuale di cui spesso 3 da suore e preti (!) e per il resto c'è internet..........meno male che c'è www.vitadidonna.it !
gabri , giugno 12, 2010
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"Non potremmo spendere i nostri soldi per prevenire l'aborto, che non piace a nessuno, magari con una bella campagna sull'uso dei sistemi contraccettivi? Ops, chiediamo scusa, il Vaticano non vuole.
Ma allora perché non utilizzarli per sostenere la maternità o per migliorare l'opera dei Consultori."

FInalmente qualcuno che la pensa come me!!!
Sab , giugno 13, 2010

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