Per Silvio Berlusconi è arrivato il momento di saldare i debiti con quelli che sostengono il suo governo. Il leader dei "Responsabili", Saverio Romano, diventa ministro dell'Agricoltura. Berlusconi ha insistito nonostante i dubbi di Napolitano su Romano. Dubbi messi nero su bianco dal Quirinale con una secca nota in cui il Capo dello Stato sottolinea di avere espresso riserve sull'ipotesi di nomina dal punto di vista dell'opportunità politico-istituzionale. Infatti il neo ministro è salito al Colle per giurare accompagnato da un'inchiesta palermitana per associazione mafiosa.
Romano prende il posto di Galan che trasloca al ministero della Cultura lasciato libero da Bondi tra le polemiche rimpolpate proprio questa mattina dai fondi Fus.
L'accelerazione sul rimpasto rinviato da settimane arriva dopo l'incontro di ieri tra Berlusconi e Romano ormai scalpitante.
I "Responsabili" che hanno sostenuto il governo dopo l'uscita dei finiani vogliono passare all'incasso e minacciano la rappresaglia in aula. Una prova delle possibili conseguenza c'è stata questa mattina. I "Responsabili" sono arrivati all'ultimo momento in Giunta dove si votava il trasferimento del processo Ruby al tribunale dei ministri.
Per il premier però non è il momento di rischiare, dopo Romano dovrà accontentare anche gli altri. Il Parlamento è infatti impegnato su un doppio fronte e per fermare i processi la maggioranza deve marciare compatta.
Il primo è il processo Ruby e la Giunta per le autorizzazioni oggi ha votato si al conflitto di attribuzione. Una corsa contro il tempo per sfilare il processo al tribunale di Milano e trasferirlo a quello dei ministri.
Il suo iter non è ancora concluso ma ormai la maggioranza dà per scontato l'approdo in aula del testo.
Il secondo fronte è quello della prescrizione breve che potrebbe spegnere definitivamente il processo Mills anticipando di sette mesi la prescrizione che sarebbe scattata a febbraio, ma che di fatto mette i bastoni tra le ruote anche a quello Mediaset.
La prescrizione breve è inserita nel testo sul processo breve, approvato ieri in Commissione Giustizia, che arriverà il 28 in aula nonostante le proteste dell'opposizione. Quest'ultima è sulle barricate contro la norma ad personam dopo la promessa del Guardasigilli di sgombrare il campo per favorire un più ampio dibattito sulla riforma della giustizia.
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