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Questione morale, nel Pdl e' scontro aperto

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Questione morale, nel Pdl e' scontro apertoQuestione morale, legalità e fedeltà al partito. Sono i temi su cui prende corpo lo scontro nel Pdl con i finiani da una parte e maggioranza del partito dall'altra.

Gli uomini più vicini al presidente del Consiglio arrivano a chiedere sanzioni disciplinari dure per Fabio Granata, vicino al presidente della Camera, per le sue dichiarazioni sulle stragi di mafia del '92 e '93.

A farsi portavoce della linea dura del partito è Maurizio Lupi: "Coloro che non si ritrovano nel nostro partito e hanno parole durissime e strumentali nei confronti del Pdl, o vanno via dal partito o c'è un luogo dove giudicare il loro atteggiamento che si chiama probiviri".

Il diretto interessato non si tira indietro: "Pronto ad essere giudicato, ma insieme a me vengano a rispondere delle accuse anche Verdini e Cosentino. La verità è che una parte del Pdl punta alla rottura e cerca il capo espiatorio, se è così dovremmo essere noi a chiederci cosa restiamo a fare nel Pdl".

Compatta la difesa dei finiani con in prima linea Italo Bocchino che spiega: "Sarebbe assurdo se all'interno del Pdl si avviassero azioni disciplinari nei confronti di chi chiede maggiore legalità nella politica italiana. Forse delle azioni disciplinari vanno avviate, ma nei confronti di chi ha fatto dossieraggio contro Caldoro e nei confronti di chi faceva riunioni con Carboni".

Ad aprire quella che sembra un'ulteriore crepa nella maggioranza arriva anche la proposta lanciata dal Pd di istituire una commissione d'inchiesta parlamentare sulla P3, sul modello di quella Anselmi che indagò sulla P2 di Licio Gelli". "Se vogliamo evitare un pericoloso massacro delle istituzioni - spiega Rosy Bindi - è necessario che il Parlamento faccia la sua parte".

Il Pdl con Fabrizio Cicchitto respinge in fretta l'idea della commissione parlamentare mentre i finiani tacciono. Ma Fare Futuro, la fondazione del presidente della Camera, insiste su legalità e moralità.
Non commenta l'Udc mentre l'Italia dei Valori boccia la proposta targata Pd. "Siamo seri - dice Antonio Di Pietro - Verdini e Cosentino che si autocondannano non sono neanche immaginabili".
 


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