L'attenzione è ancora sul capitolo pensionistico con l'Ue che insiste perché l'Italia equipari l'età pensionabile di uomini e donne del pubblico impiego già dal 2012. Il governo prende tempo e cerca una via d'uscita.Ma il rischio di sanzioni è alto e la strada della mediazione è tutta in salita. Il ministro Sacconi dice che nella lettera "la nuova Commissaria ha contestato la gradualità". Nei prossimi giorni ci saranno dei colloqui, ma "la lettera è molto ferma".
Se la prospettiva delle donne al lavoro fino ai 65 anni non spaventa Emma Marcegaglia, numero uno di Confindustria, dalla Cgil arriva uno stop a qualsiasi azione intrapresa solo per fare cassa.
"Basterebbe tornare all'uscita flessibile del pensionamento di vecchia, così come avevamo con le vecchie riforme. Ci possono essere soluzioni se si potessero aprire dei confronti con chi rappresenta il mondo del lavoro", commenta Guglielmo Epifani.
Se ne può discutere, dicono dal Pd, solo affrontando complessivamente la questione del welfare per le donne. "Se vorranno usare il richiamo dell'Europa per fare ancora macelleria sociale, questa volta sulle donne, troveranno la nostra netta opposizione", spiega Rosy Bindi.
"Insomma, chiarisce il segretario Pd Bersani, il governo dovrebbe andare a trattare con la Ue con il coltello tra i denti".
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