"In molti casi, le autorità respingono questi migranti e li lasciano affrontare stenti e pericoli, se non la morte, come se stessero respingendo barche cariche di rifiuti pericolosi". Queste le parole dell'Alto Commissario Onu per i diritti umani, Navi Pillay, contenute nel discorso previsto per domani a Ginevra.
Pillay denuncia le politiche attuate nei confronti degli immigrati "abbandonati e respinti senza verificare in modo adeguato se stanno fuggendo da persecuzioni, in violazione del diritto internazionale". Il riferimento al gommone di eritrei che nell’agosto scorso è rimasto privo di soccorsi tra l’Italia, Malta e la Libia è esplicito.
Criminalizzare, detenere e maltrattare alle frontiere i migranti irregolari. Pratiche che “debbono cessare”, auspica l'Alto Commissario per i diritti umani riferendosi alla situazione nel Mediterraneo, nel Golfo di Aden, nei Caraibi e nell'Oceano indiano.
L’apertura di Gianfranco Fini sul tema dei diritti degli immigrati ha aperto una frattura all’interno del Pdl. Negare i diritti è un "suicidio della ragione" ha detto il presidente della Camera che, anche oggi dalle zone terremotate dell’Abruzzo, ha ripreso l’argomento citando la storia di Nancy Pelosi, attuale portavoce del Congresso Usa.
Ma il ministro delle Riforme, Bossi, ha già espresso il suo pensiero sabato scorso da Ferrara che, rispondendo a Fini, ha dichiarato: "A casa loro sì, dove sono cittadini. Qui sono i nostri che hanno i diritti. E qui nessuno va a dire ad altri di comandare a casa sua"






