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Ministeri al Nord, Pd e Pdl tutti contro il trasferimento

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Ministeri al Nord, Pd e Pdl mozioni contro il trasferimentoNessuno strappo da Pontida. E' la considerazione del giorno dopo, almeno per ora vien da dire. Se alle parole seguiranno i fatti sullo spostamento dei ministeri al Nord, la maggioranza rischia davvero di andare a sbattere contro un muro.

Ieri il ministro Calderoli ha confermato la presentazione di una legge di iniziativa popolare che, se sopportata dalle firme, secondo lui prima o poi arriverà in Parlamento.

Ma lì è destinata a sbarcare anche l'iniziativa lanciata dalla cosiddetta anima romana del Pdl, guidata dalla governatrice del Lazio Renata Polverini e dal sindaco di Roma Alemanno.

"Sarò la prima firmataria della petizione contro lo spostamento", ha detto mettendosi di traverso questa mattina la Polverini.

"Con Bossi ciò provato con la pajata a creare un rapporto, non ci sono riuscito e quindi vado avanti per la strada che interessa a Roma", rilancia Alemanno che già ieri in diretta durante lo speciale sul raduno di Pontida andato in onda su La7 aveva definito la richiesta del Carroccio "una boiata".

Alemanno ha anche sollecitato il segretario del Pdl Alfano ad affrontare il confronto "con la schiena dritta".

Contrario all'iniziativa sarebbe anche il Capo dello Stato Napolitano.

L'opposizione approfitta delle divisioni. Il capogruppo alla Camera del Pd Franceschini presenterà domani una mozione contro il progetto della Lega, mentre il presidente della Provincia di Roma, Zingaretti, sfida Alemanno e Polverini ad andare fino in fondo. L'assurdità è che anche Alemanno ha annunciato un'analoga iniziativa da discutere nel Pdl.

Per Emma Marcegaglia sono altri i problemi del Paese, "non mi sembra che lo spostamento dei ministeri al Nord sia un tema cero", ha detto la presidente di Confindustria.

Insomma, maggioranza al collasso. Al Nord si raccolgono firme per spostare i ministeri, al Centro se ne raccolgono per opporsi. Proposte dicotomiche che vengono dallo stesso schieramento, quello che tiene in piedi un governo Berlusconi ormai agonizzante.

Nel mezzo alla querelle c'è la gente che ha calpestato i verdi prati di Pontida. Verde come la speranza, speranza di secessione. Ma Bossi ora gli rifila un'altra fregatura per tenere al governo Berlusconi. Dopo la scatola vuota del federalismo, ora c'è quella dei ministeri che al massimo, secondo le ipotesi ora in gioco, saranno ufficietti distaccati. Questi dovrebbero, per un po', tenere bassa la rabbia della base leghista.
 


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