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Milanese, il pizzino per le nomine

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Milanese, i pizzini per le nomine Le nomine scritte a penna con i nomi dei politici accanto, ci sono i manager con lo sponsor nei foglietti trovati durante le perquisizioni disposte dalla procura di Napoli, che indaga sulla presunta corruzione di Marco Milanese, ex braccio destro del ministro Tremonti.

Proprio grazie al ruolo di consigliere politico del superministro, secondo gli inquirenti, Milanese decideva le nomine dei Cda delle aziende controllate dal Tesoro, ricavandone benefici economici.

Il consiglio di amministrazione che faceva più gola a ministri e parlamentari era quello di Finmeccanica. C'è un pizzino, una sorta di promemoria di Lorenzo Borgogni, responsabile delle relazioni esterne, con i nomi dei raccomandati e dei politici.

La segretaria del dirigente, interrogata, conferma l'esistenza di un documento dal titolo emblematico: "Membri esterni Controllate per Milanese" e chiarisce, "il La Russa del file è proprio il ministro della difesa". Ma il ministro ha già decisamente negato di aver fatto pressioni per qualcuno.

"Così come per la Lega - racconta la donna ai magistrati - si deve intendere il partito di Bossi".

Conferme arrivano anche da Borgogni, indagato per corruzione in un'altra indagine, "il consigliere di Tremonti propose Guido Marchese - arrestato dalla procura di Napoli alcuni giorni fa - ai vertici ai vertici della Oto Melara , Ansaldo energia.

Dai suoi protetti Milanese avrebbe ricavato un vero tesoro, dopo le rivelazioni dell'imprenditore irpino, Paolo Biscione, "gli ho dato circa 1 milione di euro", ora c'è un immobiliarista che svela gli affari del deputato Pdl.

Compravendita di ville in Francia, Cap d'Antibes e a Cannes, più partecipazioni in società immobiliari. Fiumi di denaro che secondo gli inquirenti potrebbero essere la contropartita dei tanti favori dispensati.

La verità contabile conferma l'esistenza di conti esteri su cui piovono bonifici. Anche la carta di credito di Milanese era iperattiva, in un solo mese risultano 23.000 euro di spesa.

Frutto della corruzione potrebbero essere anche i lavori di ristrutturazione dell'appartamento romano usato dal ministro Tremonti ed affittato da milanese per 8.500 euro.

I 200 mila euro di lavori, di cui non esiste ricevuta di pagamento, sarebbero stati eseguiti in cambio di appalti da parte di una controllata del Tesoro.

Intanto si è aperto un altro fronte d'indagine. La procura di Roma, che indaga sugli appalti Enav, accusa Milanese di finanziamento illecito ai partiti. Due manager sono stati già arrestati. Al centro dell'indagine la vendita di un super yacht extralusso a prezzo maggiorato. Per i pm romani sarebbe la contropartita richiesta da Milanese in cambio della nomina di Fabrizio Testa al vertice di una società controllata dall'Enav, in cambio Milanese avrebbe ricevuto 224 mila euro.


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