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Milanese evita l'arresto, la Lega lo salva

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Milanese evita l'arresto, la Lega lo salva La Camera ha respinto la richiesta di arresto del deputato del Pdl Marco Milanese, ex braccio destro del ministro Tremonti. È bastata appena una manciata di voti, sette franchi tiratori della maggioranza che hanno votato con le opposizioni. Nulla di fatto, per il momento Berlusconi resta in sella in attesa del prossimo ostacolo da superare.

È appena passato mezzogiorno che Fini legge il verdetto, la richiesta di arresto del braccio destro di Tremonti viene respinta dalla Camera. Il quorum richiesto è superato di tre voti, risultato non certo esaltante, chi esulta è un vero furbo.

Sette franchi tiratori si pronunciano per l'arresto, otto sono assenti di cui sei del Pdl tra i quali il ministro dell'Economia in volo per Washington. Una partenza che per molti deputati del Pdl poteva essere posticipata. "Umanamente vergognoso", commenta quella brava persona della Santanché.

Manca anche un parlamentare della Lega, ma gli uomini di Bossi, quelli che normalmente inveiscono contro Roma ladrona e contro tutti i suoi ladroni, hanno tenuto nel difendere i nemici di sempre. Ora dovranno spiegare il risultato al popolo leghista.

Per la coalizione di governo ormai la sopravvivenza si gioca giorno per giorno, un ostacolo alla volta andando avanti finché si può. Fabrizio Cicchitto commenta che il voto conferma "la tenuta in Parlamento, per cui tutti gli inviti alle dimissioni vengono respinte al mittente".

All'esito del voto, in piazza Montecitorio parte la protesta del Popolo Viola. Ma chi si attendeva dei disordini resta deluso, i manifestanti sono indignati ma anche rassegnati per un esito che nonostante le attese della vigilia era scontato.


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