Martedì 12 aprile al Palladium, dalle 19, una grande Maratona sui temi della giustizia, dei diritti, della lotta a tutte le mafie organizzata da Rete 100 Passi Roma con la sponsorizzazione di Vita di Donna. Un evento che vedrà partecipare attori come Cesare Bocci, Giuliana De Sio, Fabrizio Gifuni, Paolo Lanza, Lucrezia Lante della Rovere, Nino Frassica, Francesco Meoni, Giulio Scarpati, Marina Tagliaferri e Giorgio Tirabassi, che sarà presente nella duplice veste di attore e musicista, insieme alla propria band. Oltre a magistrati, rappresentati di associazioni e giornalisti.Vita di Donna è fra gli sponsor della manifestazione e chiediamo al suo presidente, Elisabetta Canitano, ginecologa, il perché di questo accostamento fra la salute femminile e la lotta contro le mafie.
"Noi di Vita di donna riteniamo che il futuro della sanità dipenda in gran parte dalla lotta alla corruzione nel Servizio Sanitario Nazionale. La salute femminile in particolare, porta le donne sane nel servizio sanitario e spesso le trasforma in malate da curare o per disorganizzazione o per conflitti di interessi che si accompagnano di necessità a cure inappropriate.
L'incredibile quantità di tagli cesarei, per esempio, che vengono fatti in Italia, e che non a caso rispecchiano nel nostro Paese per distribuzione, la realtà del funzionamento dello Stato (in Italia 38,3% ma in Toscana il 26% e in Friuli il 23,6 mentre in Campania il 60% e in Sicilia il 52,4%) ci dice che dove l'istituzione pubblica dà quello a cui i cittadini hanno diritto, cioè l'assistenza gratuita e ben organizzata, pagata con le tasse, le donne vengono assistite meglio.
La malasanità, intesa come disorganizzazione e non rispetto del diritto a ottenere cure migliori, sia in termini di qualità tecnica e aggiornamento tecnologico, sia in termini di applicazione di evidenze che sconsigliano medicalizzazioni inutili, è tanto più frequente quanto lo Stato rinuncia al suo ruolo di regolatore della materia, per lasciare un far-west in cui le cittadine sono costrette a pagare per trovare una protezione che le guidi nella sanità in cambio di denaro, e questo, ahimè, spesso va ben al di là di un rapporto medico paziente liberamente scelto, ma diventa l'unica soluzione per procurarsi un'assistenza di cui essere certi. I dati del taglio cesareo in Italia, e i dati degli incidenti in materia sanitaria ci dicono però che questo non è affatto una garanzia, cioè pagare per essere assistite meglio non è un'equazione che funziona."
E allora l'antimafia?
"La lotta contro tutte le mafie è, a nostro parere, anche una lotta contro l'omertà di tutti i giorni. Peppino Impastato è stato ucciso per aver pubblicamente denunciato suo zio (e se fosse vissuto sarebbe stato condannato a pagare i danni delle sue calunnie... probabilmente..) e la grande maggioranza di noi, quella onesta per intenderci, non ha il più delle volte il coraggio non dico di denunciare ma nemmeno di disapprovare pubblicamente comportamenti corrotti.
L'amico che fa passare avanti qualcuno per essere operato, chi usa il contrassegno di un disabile per andare al cinema, il personale che prende in prestito, ma poi dimentica di restituire il materiale preso all'ospedale. Sono pochi, pochissimi, quelli che corrono il rischio di farsi nemico il proprio ambiente per pretendere il rispetto dei diritti dei cittadini.
Noi di Vita di Donna con questo patrocinio facciamo appello a tutti i cittadini e alle cittadine oneste per quello che riguarda la sanità. Non tollerate comportamenti illegali, se siete degli utenti del servizio sanitario nazionale non cercate la conoscenza, non andate a studio privato perché tanto si sa che si deve fare.
Opponetevi, segnalate se qualcuno vi chiede del denaro, se vi rifiutano un servizio dovuto, scrivete agli URP delle Aziende, sono lì per quello. Non dite "tanto si sa che va così". E facciamo appello anche agli operatori onesti e che fanno il loro dovere spesso contro tutto e tutti.
Non fatevi complici dei comportamenti irregolari, non andate a mensa con chi disapprovate perché tanto siamo tutti amici. Tentiamo una rinascita morale, in questo paese, proprio ricordando chi non ha avuto paura della morte, da Impastato a Falcone ai tanti altri.
Ecco, per questo noi sponsorizziamo l'evento del 12 aprile al Palladium. A Palermo gli amici di Peppino Impastato hanno riaperto la Radio nel ricordo di Peppino e hanno già avuto otto, fra danneggiamenti, furti e attentati, da parte della mafia.
La mafia teme chi parla, chi si ribella, chi affronta il rifiuto del proprio ambiente in nome del diritto/dovere di far rispettare il diritto alla giustizia e il rispetto dei cittadini. A Roma Rete100Passi va nelle scuole e parla con i ragazzi di come affrontare la propria vita nel mondo da difensori dei diritti e della giustizia e non da bulli modello banda della Magliana o da razzisti, o da indifferenti alle ingiustizie e alle disuguaglianze. Noi siamo con loro, a parole e nei fatti".
Per informazioni:
Qui trovate l'evento
rete100passiroma@gmail.com
tel. 345 212 70 34 - 335 68 71 799
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