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Manovra: i conti non tornano, mancano 5 miliardi di euro

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Manovra: i conti non tornano, mancano 5 miliardi di euroMisure nuove come la stretta sulle pensioni, altre cancellate come la supertassa che rimane però per gli statali. Comunque vada la manovra della maggioranza ha un effetto, i conti non tornano per far quadrare i conti pubblici.

Cambiata la manovra all'appello mancano 5 miliardi di euro. I calcoli sono facili da fare. Dal contributo di solidarietà per i redditi al di sopra dei 90 mila euro dovevano arrivare 3,7 miliardi in tre anni. Sono spariti insieme alla supertassa. Il governo conta di recuperarli con la lotta all'evasione, ovviamente non parliamo più di soldi sicuri ma di un mero auspicio.

Altri 2 miliardi di euro svaniscono con l'equivalente riduzione dei tagli agli Enti Locali.

Raggiunto l'obiettivo di cancellare tagli e tasse malviste ora il governo deve spiegare da dove arriveranno i soldi che mancano all'appello perché se la manovra non convincerà i mercati e l'Europa saranno nuovi guai.

Non c'è traccia dell'aumento dell'Iva, una delle ipotesi alternative più discusse. Con l'incremento dal 20 al 21% sull'aliquota massima lo Stato avrebbe incassato 3,7 miliardi l'anno. Ma non se n'è fatto nulla.

Quanto alle novità emerse invece dal vertice di Arcore i risparmi ci sarebbero, ma non in tempi brevi. Una sforbiciata sui costi dovrebbe arrivare dalla cancellazione di tutte le province, sono dimezzate nella prima stesura della manovra. Poi c'è il dimezzamento del numero dei parlamentari.

Per entrambi i provvedimenti l'iter sarà lungo perché sarà necessario cambiare la Costituzione italiana.

Poi c'è il capitolo pensioni. La nuova versione della manovra cancella il riscatto degli anni di università e di servizio militare per il calcolo dell'età contributiva. Varranno per il calcolo dell'assegno previdenziale, ma non per ritirarsi prima dal lavoro. Il taglio previsto è di 1,5 miliardi nel 2013 e 1 miliardo l'anno successivo, troppo poco.


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