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Manovra, Bersani: non c'è l'equità che vogliamo noi, va migliorata

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Manovra, Bersani: non c'è l'equità che vogliamo noi, va migliorataLa manovra di Monti crea malessere del Partito Democratico che ribadisce i suoi distinguo, "non c'è l'equità che vogliamo noi", ha detto il segretario del partito Pierluigi Bersani, però alla fine il Pd appoggerà con decisione questo governo. La Cgil invece si schiera nettamente contro la manovra.

"Il rispetto di un principio che non si deve mai dimenticare è di giustizia sociale - dice Franceschini nel suo intervento alla Camera - perché ogni cittadino italiano deve avvertire che il sacrificio viene chiesto ad ognuno in base ai propri mezzi".

Bersani lo aveva detto ancora prima di sentire le parole pronunciate in aula dal presidente del Consiglio, "siamo per correggere la manovra nel senso della maggiore equità". Ed è quello che ripete il Pd, " avremmo fatto altro" non per il consenso ma per la giustizia sociale.

Così Franceschini elenca alla Camera tutto quello che avrebbe voluto trovare nella manovra. Più prelievo sullo scudo fiscale, gradualità sulle pensioni, una franchigia minore sulla prima casa, un maggior carico su patrimoni e rendite finanziarie, recupero di fondi delle frequenze televisive.

"Ma una sintesi si può trovare, dice Franceschini, e noi insisteremo". Il che significa che il Pd voterà la manovra, magari dopo averla emendata.

Casini prevede che sarà messa la fiducia e per una volta ammette: "sono d'accordo con Berlusconi".

Da Sinistra ecologia libertà arriva un giudizio critico e "decisamente negativo che condividiamo con i sindacati", dice Vendola. Il leader di Sel vede un governo "audace con i poveri e debole con i ricchi", cosa che ritiene insopportabile.

Anche l'Italia dei valori esprime insoddisfazione perché "due terzi della manovra incide sui redditi medio bassi - dice Donati - con i nostri emendamenti cercheremo di capovolgerne lo spirito".

Di Pietro va dritto al problema: "è una manovra iniqua e ingiusta e così com'è non la votiamo".


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