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L’Aquila, contestato il Tg1 "bugiardo" di Minzolini

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"Mille chiavi", il sindaco Cialente tenta di calmare la follaGli aquilani protestano contro le chiacchiere del governo, la rabbia degli sfollati è tangibile. Sono più di mille e invadono il centro storico. Il sindaco Massimo Cialente fa fatica a calmare gli animi dei manifestanti che depositano simbolicamente “mille chiavi”.

Urla e fischi a Maria Luisa Busi del Tg1, la gente grida: “Scodinzolini, scodinzolini”. E’ bufera sulla direzione del Tg1 di Augusto Minzolini.

Non se la lasciano scappare, appena la vedono la investono con urla e fischi. Destinataria della protesta è la giornalista del Tg1, Maria Luisa Busi. E’ all’Aquila per preparare un servizio che andrà in onda su Tv7. Agli aquilani non piace l’informazione che il Tg1 di Augusto Minzolini passa tutte le sere sul dopo terremoto e, alla vista della Busi, non si lasciano scappare l’occasione per manifestare il loro dissenso.

La Busi non ci sta a passare da capro espiatorio, dice di capire la situazione e la rabbia degli aquilani, ma lei è lì a fare onestamente il suo lavoro e non può essere responsabile dell’informazione che il Tg1 ha fatto in questi mesi.

“Quello che ho visto in questi giorni con i miei occhi, è molto più grave di come talvolta è stato rappresentato”, spiega la Busi riferendosi alle migliaia di persone ancora in albergo e ad una ricostruzione mai avviata.

Sulla stessa linea è il Cdr del Tg1 che difende la giornalista ed esprime solidarietà ai colleghi contestati. Ci va giù duro il Cdr della testata che giudica “legittime le critiche” degli aquilani alla linea editoriale “che spesso, anche in occasione del terremoto e del post terremoto, si è rilevata appiattita sulle posizioni del governo”.

A difendere la Busi scende in campo anche l’Usigrai, il sindacato dei giornalisti. Il segretario Carlo Verna spiega che se c’è un colpevole, quello è Minzolini.

La polemica si accende e diventa aspra. Di fatto è una mezza rivolta contro Augusto Minzolini, il direttore fortemente voluto da Silvio Berlusconi alla guida del Tg più visto.

Carlo Rognoni, responsabile informazione del Pd, giudica inaccettabile la faziosità e la scorrettezza del Tg1 che provoca “la rabbia e l’indignazione di tanti cittadini”.

Pancho Pardi, capogruppo Idv in Vigilanza, si unisce al coro puntando l’attenzione “sulle menzogne raccontate sull’Aquila”. Secondo Pardi il Tg1 ha “fatto da amplificatore alle bugie di regime e alla resa dei conti è stato sbugiardato” dagli stessi diretti interessati.

Secondo il senatore Vincenzo Vita (Pd) e il deputato Beppe Giulietti (Idv), ambedue giornalisti, la Busi è stata il “bersaglio simbolico” degli aquilani esasperati e critici della “disinformazione del Tg1”.

Scontata la difesa del Pdl. Giorgio Lainati, vicepresidente della Vigilanza, accusa di speculazioni sul terremoto. “Invece di vergognarsi – dice – utilizzano l’episodio per polemizzare contro il Tg1 e il suo direttore”.

Gli fa eco Maurizio Gasparri (Pdl) che corre in aiuto di Minzolini. “Sarebbe bene – afferma Gasparri – che i vari soviet interni alla Rai cessassero di fare i vopos della sinistra minacciando il Tg1”. Poi aggiunge: “Si preoccupino dei conduttori bugiardi della Terza Rete e delle pretese di non essere criticati, di certi giustizieri dello schermo frequentatori di mafiosi”.

Difficile comprendere il nesso della difesa di Gasparri, tra vopos e gente imbestialita che insorge contro un’informazione che non corrisponde alla loro realtà di sfollati. ‘Che c’azzecca!?’, direbbe Di Pietro.

Non è alle polemiche accese dai ‘soviet’ che deve rispondere Gasparri. Come esponente di una maggioranza che ha voluto Minzolini al Tg1, deve rispondere invece alla gente inferocita, al popolo. Quello che vede descritta in televisione una realtà che non c’è.

Per rispondere degnamente alla gente che si ribella ci vuole coraggio e coerenza, ma Gasparri preferisce buttarla in caciara. Gli riesce meglio.

MD
 


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