Riceviamo e pubblichiamo
La presidente Renata Polverini era stata avvertita per tempo dall’opposizione che se si fosse presentata al tavolo del Governo a mani vuote, senza un piano di rientro, non avrebbe ottenuto l’utilizzazione dei Fondi Fas a copertura del disavanzo sanitario e sarebbe scattato automaticamente l’aumento delle tasse regionali.
Sul suo tavolo la Polverini ha avuto la possibilità di scegliere tra due Piani di riordino della rete ospedaliera: quello del Commissario governativo Guzzanti, pronto da settimane, e quello predisposto dalla Commissione sanità del precedente consiglio regionale.
Quest’ultimo, in particolare, respingendo la logica dei tagli indiscriminati, aveva tenuto conto dell’aumento del numero degli abitanti della Regione Lazio, poi riconosciuto anche dal Governo in sede di riparto del Fondo Sanitario nazionale, delle reali esigenze di assistenza, in particolare delle Province del Lazio e della specificità di Roma che, ad esempio, in quanto Capitale del Paese, ospita ben cinque Policlinici universitari.
La Polverini non ha scelto nulla, forse perché impegnata nelle beghe interne della sua fragile maggioranza o forse perché vittima della sua stessa demagogia e propaganda elettorale.
Viene il sospetto che la Presidente Polverini punti, di fatto, a far scattare l’aumento automatico delle tasse regionali, scaricandone la responsabilità sulla precedente Giunta di centro-sinistra, dimenticando che il “buco” nella sanità è quello provocato da Storace e che il Commissario è nominato da Berlusconi.
Giulia Rodano






