Non esiste una definizione ben definita di abuso sessuale sui minori e ciò determina che è possibile definire l'abuso sessuale in modi molto diversi. Una delle definizioni generali abbastanza soddisfacenti può essere quella fornita da Montecchi (1994): l’abuso sessuale è «il coinvolgimento di soggetti immaturi e dipendenti in attività sessuali, soggetti a cui manca la consapevolezza delle proprie azioni nonché la possibilità di scegliere. Rientrano nell'abuso anche le attività sessuali realizzate in violazione dei tabù sociali sui ruoli familiari pur con l'accettazione del minore».Da questa definizione si deduce che l'abuso sessuale non è certamente un'attività che comporti necessariamente l'atto della penetrazione. L'aspetto fondamentale, invece, è quello rappresentato dalla condizione della vittima, impossibilitata a scegliere o a comprendere correttamente quello che sta accadendo o che viene proposto.
Detto questo il senso di giustizia per i nostri figli/e, fratelli, sorelle, o qualsiasi minorenne che sia stato vittima di abuso sessuale ci rafforza interiormente il concetto che un abuso sessuale è un abuso e basta!
Purtroppo, invece, ciò che è chiaro per tutta la società democratica non lo è stato per i alcuni dei nostri parlamentari, che, nello sforzo di volerci proteggere, continuano a stupirci giorno per giorno.
In ambito della violenza sessuale si era creato un emendamento veramente “strano” nel disegno di legge sulle intercettazioni: l'emendamento 1.707, quello che introduceva il termine di "Violenza sessuale di lieve entità" nei confronti di minori.
I firmatari erano alcuni senatori di Pdl e Lega che proponevano l'abolizione dell'obbligo di arresto in flagranza nei casi di violenza sessuale nei confronti di minori, se - appunto - di "minore entità", senza peraltro specificare come si svolgesse, in pratica, una violenza sessuale "di lieve entità" nei confronti di un bambino.
Dopo che l’emendamento è stato denunciato dal Partito Democratico, nel Centrodestra c'è stato il fuggi-fuggi. Una volta scoperti sono venuti fuori i soliti "ma non lo sapevo", il "non avevo capito", il "non pensavo che fosse proprio così", uniti all'inevitabile berlusconiano "ci avete frainteso".
Naturalmente, saputo l’arcano si è cercato di conoscere i firmatari dell’emendamento 1707 e un deputato del PD ha risolto il mistero:
sen. Maurizio Gasparri (PdL); sen. Federico Bricolo (Lega Nord); sen. Gaetano Quagliariello (PdL); sen. Roberto Centaro (PdL); sen. Filippo Berselli (PdL); sen. Sandro Mazzatorta (Lega Nord); sen. Sergio Divina (Lega Nord).
Mille parole non sarebbero in grado di rappresentare degnamente lo sdegno di ogni comune e semplice cittadino davanti ad una proposta legislativa in tal senso e si prende atto come il potere oggi sia proteso a curare, alcune volte, l’intoccabilità di alcune lobby speciali.
Pasquale Zenga
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