Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, non torna indietro sulle accuse mosse nei confronti del suo sfidante di centrosinistra Giuliano Pisapia. Anzi, insiste dando l'impressione che, come ha detto Feltri, "faccia di tutto per perdere le elezioni".Oggi in conferenza stampa somministra ai giornalisti una cura che sembra far più danno della malattia: "Il contesto politico in cui Pisapia si muoveva in quegli anni - dice la Moratti - era quello attestato dall'autorità giudiziaria di primo grado. Sul piano politico ho inteso dire che la storia di Pisapia non è la storia di una persona moderata".
Ha un suo fascino la mediocrità politica quando viene esibita in modo così naturale, quasi inconsapevole, completamente fuori dalla realtà di un Pdl (il suo partito) che rivendica il diritto dell'ultimo grado di giudizio prima di far dimettere un senatore condannato per mafia.
Ma in questo caso la Moratti esprime un giudizio politico sul suo avversario fermandosi alla prima stazione di un iter giudiziario che ha avuto poi un esito completamente diverso.
Così racconta ai milanesi ignari che Pisapia è stato condannato per poi essere amnistiato, sottolineando che "l'amnistia non è un'assoluzione". Si ferma qui, perché l'informazione menomata della verità è strumentale per poter esprimere il suo illuminato giudizio che contestualizza la storia politica dell'avversario.
La Moratti tace la verità, quella che Pisapia rinunciò ai benefici dell'amnistia ricorrendo in appello e mettendosi a rischio di una nuova condanna. Come è noto a tutti, ma sembrerebbe non alla Moratti, Pisapia fu assolto con formula piena per non aver commesso il fatto.
La Moratti non sa dell'assoluzione piena del suo avversario? Allora chiedesse scusa, come suggerito non solo da molti esponenti di un centrodestra imbarazzato, ma anche dal Foglio di Giuliano Ferrara: " Porga le scuse a Giuliano Pisapia, riconoscendo di aver ceduto per un attimo a un zeitgeist che non le appartiene". In questo caso conferma il suo atteggiamento moderato anche se i milanesi potrebbero dargli della "pirlèta".
La Moratti sa ed insiste? Allora emula Goebbels, ministro della Propaganda nazista, quando diceva: "Qualunque menzogna pronunciata cento volte diventa verità". Addio alla natura moderata del suo approccio politico.
Intanto il Fatto Quotidiano fornisce un assist non di poco conto a Giuliano Pisapia e pubblica un articolo online in cui rammenta che tra i due candidati alla poltrona di sindaco, quello ad avere la fedina penale sporca è proprio Letizia Moratti.
Il Fatto rammenta che mentre la fedina penale di Pisapia resta specchiata, quella dalla Moratti è macchiata "dalla Corte dei Conti che l’ha condannata due volte insieme ad alcuni membri della giunta di centrodestra per 'danno erariale con colpa grave'. Leggi l'articolo.
Ma probabilmente la Moratti su queste condanne e sulla vicenda che vede indagato il figlio per violazione edilizia (un reato squisitamente comunale) ha qualche versione in stile Goebbels da raccontare. Sarebbe fecondo ascoltarla.
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