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Italia/Francia, pace tra Berlusconi e Sarkò: cambieremo Schengen

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Italia/Francia, pace tra Berlusconi e Sarkò: "cambieremo Schengen"Una convergenza c'è stata, tanto che le prime parole di Berlusconi sono state: "Un vertice molto positivo". Roma e Parigi hanno definito posizioni comuni sulla situazione in Libia e nel Mediterraneo, sull'immigrazione, la cooperazione economica industriale dei due paesi e, non ultimo, l'appoggio alla candidatura del governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, alla guida della Banca Centrale Europea.

Dopo settimane di tensione tra i due paesi, l'incontro odierno sembra aver gettato le basi per una revisione comune, in casi straordinari, dei meccanismi previsti dal trattato di Schengen sulla libera circolazione in Europa.

"La Francia - ha ricordato Berlusconi - ogni anno accoglie 50 mila migranti, l'Italia una media di 10 mila. Lo sforzo francese è quindi 5 volte superiore, di questo siamo consapevoli e da parte nostra non c'è nessuna volontà di accusare la Francia di inadempienze".

In primo piano anche la questione libica, Sarkozy ha ringraziato Roma per i nuovi impegni assunti nell'ambito della missione militare: "Abbiamo bisogno della partecipazione italiana - ha detto il presidente francese - ci rallegriamo della loro decisione. Se l'Italia - ha poi aggiunto - non partecipasse al lavoro della coalizione, nessuno lo capirebbe visto che è stata tanto vicina alla storia della Libia".

Dal presidente francese, infine, sono giunte generiche rassicurazioni sulla vicenda Lactalis- Parmalat: "Non c'è motivo di farci la guerra - ha affermato - l'Italia ha piccole e medie imprese molto forti e la Francia grandi gruppi. Uniamoci per creare grandi gruppi, ne abbiamo bisogno entrambi".

Dal canto suo il Cavaliere ha detto di non considerare quella di Lactalis su Parmalat un'opa ostile, anche se è singolare che sia arrivata proprio oggi.


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