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Intercettazioni, Palamara: "La rilevanza non spetta al ministro"

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Intercettazioni, Palamara: "La rilevanza non spetta al ministro" Sembra essersi già chiuso il canale di dialogo tra Pd e la maggioranza sulle intercettazioni. "Il governo ci riprova sempre - dice Rosi Bindi - ma il Partito Democratico non sarà mai disponibile ad una legge sulle intercettazioni che rappresenti un Bavaglio".

Frenata annunciata dal segretario Bersani che, dopo aver aperto uno spiraglio sulla possibilità di intervenire, già ieri aveva fissato come testo di riferimento la proposta del Pd depositata al Senato.

Nel disegno di legge Finocchiaro-Casson viene introdotto un nuovo ufficio giudiziario che dovrà bloccare le intercettazioni penalmente non rilevanti. Per chi trasgredisce sono previste sanzioni, ma tutto rimane all'interno della magistratura.

Nessun limite preventivo, nessuna sanzione per editori e giornalisti, nessun blocco totale al processo, come previsto dal disegno di legge Mastella, rispolverato dal Pdl e proposto da Alfano come base di dialogo.

Ma la maggioranza sembra voler andare avanti, "l'Italia è incivile, sulle intercettazioni si cambi", è l'avvertimento lanciato da Berlusconi, preoccupato più dalle nuove indiscrezioni che dal reale peso penale dell'inchiesta P4.

Esclusa la via del decreto, il ministro Alfano recupera il testo passato al Senato e messo nel cassetto alla Camera per i dubbi dei finiani sulla legge definita "bavaglio" dall'opposizione.

"Si può fare prima della pausa estiva", si sbilancia Alfano. La maggioranza, forte dell'ultimo voto di fiducia a Montecitorio, dove ha raggiunto la soglia dei 317 deputati, uno in più della maggioranza assoluta, potrebbe tentare il blitz, oppure recuperare il testo Mastella proposto dal governo Prodi per creare imbarazzo proprio all'opposizione e saggiare anche la reazione del Quirinale.

Ma c'è da convincere la Lega che non considera le intercettazioni una priorità.

Contro una legge restrittiva prende posizione il sindacato dei magistrati. "La rilevanza non spetta al ministro", questo è l'affondo del presidente dell'Anm Palamara che aggiunge: "Non vorrei che ci preoccupassimo della pagliuzza anziché considerare la trave. I fatti che stanno emergendo (inchiesta P4 ndr) sono gravi, mi sembra singolare che ancora una volta si strumentalizzino indagini penali e si rilancino temi che poco hanno a che vedere con la riforma urgente della giustizia"


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